218 – Team Roche: “Siamo consapevoli che la ricerca scientifica può fare la differenza, ma altrettanto importanti sono le iniziative in favore dei pazienti”

 


Accendere, letteralmente, i riflettori su una patologia a volte poco conosciuta come la sclerosi multipla. Unendo arte, scienza e tecnologia, Roche ha dato vita ad un progetto di sensibilizzazione sulla Sclerosi Multipla rivolto a pazienti, caregiver e clinici. Scopriamo di cosa si tratta dalle parole di Donatella Armienti, project leader, Communications Manager Neuroscience & Rare Disease, Maria Aiello, Brand Manager Neuroscience e Francesca Rossetti, Product Manager Neuroscience.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’iniziativa è nata dall’idea di voler far emergere sotto una luce nuova e innovativa i bisogni delle persone con sclerosi multipla, guardando oltre la terapia e verso la creazione di strumenti digitali a sostegno del paziente per il miglioramento della sua qualità di vita.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto si rivolge a media, opinione pubblica, associazioni pazienti, pazienti, caregiver e comunità scientifica.

Potete descrivercelo brevemente?
L’arte, da sempre un potente ed efficace strumento di comunicazione, ci ha aiutato a parlare della sclerosi multipla e della vita delle persone che ne sono affette. Tutto questo nel corso di un “evento speciale” a Milano, dove il pubblico ha potuto vivere un’esperienza inedita e coinvolgente, capace di accendere i riflettori su questa patologia, raccontando il vissuto dei pazienti e un approccio terapeutico nuovo e innovativo. Abbiamo unito arte e innovazione digitale in un’unica installazione audiovisiva e interattiva, dal titolo “Heed“: un’experience potente, in uno spazio grande e vuoto, dove le persone hanno interagito con fasci di luci, suoni e voci. Le voci di pazienti, caregiver, medici e psicologi sono state raccolte durante un seminario nella fase di preparazione all’evento, con l’aiuto di uno speaker professionista che ha fatto loro da tutor.

Che risultati avete o volete raggiungere?
L’evento esperienziale ha visto la partecipazione dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, 3 clinici key opinion leader, pazienti, 16 giornalisti del settore salute (oltre 230 testate rappresentate), 6 digital/influencer. L’iniziativa è stata ripresa in 289 articoli, per una readership totale di 169.224.054. La ripresa dell’attività da parte degli influencer ha riscontrato 588.530 impressions, 4.900 like e oltre 70 commenti.

Cosa pensiate ci sia ancora da fare in questo ambito?
Siamo consapevoli che la ricerca scientifica può fare la differenza, ma altrettanto importanti sono le iniziative che vanno oltre il farmaco e in favore dei pazienti e delle loro famiglie. Con questa iniziativa abbiamo voluto accendere i riflettori su una patologia ancora invisibile, portando la novità di strumenti tecnologici digitali innovativi a servizio di tutta la comunità SM.

Qual è l’aspetto principale del Communication&PR che sarà più importante secondo voi nei prossimi anni?
Alla luce dell’attuale condizione di emergenza sanitaria e analizzando lo scenario dei media attuale, crediamo sarà importante supportare sempre più la comunicazione da evidenze scientifiche. L’opinione pubblica è sempre più alla ricerca di fonti autorevoli e affidabili e noi aziende farmaceutiche siamo chiamate a svolgere questo compito.