216 – Team Roche: “Rimane prioritario tenere vivo il dialogo per assicurare alle pazienti in tutto il territorio nazionale il miglior percorso diagnostico terapeutico”

 

 

Creare consapevolezza tra le donne con tumore al seno in fase iniziale per migliorare l’efficacia dei trattamenti ed evitare eventuali ricadute. Da questa idea è nata la campagna “Chiedo di più” promossa da Europa Donna Italia e supportata da Roche. Il Progetto è frutto del lavoro di un team multifunzionale (Breast eBC HER2+) che ha visto la collaborazione di diverse figure aziendali: Benedetta Nicastro, Communication, Luisa De Stefano ed Enrico Mazza, Advocacy, Barbara Onnis, Marketing, Federica Piccolo, Access, Sara Vinciguerra, Government Affairs ed Alessia Stell, Medica. Ne abbiamo parlato proprio con loro.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’idea della campagna, promossa da Europa Donna Italia, è nata in risposta all’esigenza di comunicare a pazienti, donne e istituzioni il valore di un percorso diagnostico terapeutico ottimale nel trattamento del carcinoma mammario in fase iniziale (early breast cancer). Nel setting dell’early breast cancer (eBC), ovvero quando il tumore coinvolge il seno e al massimo anche i linfonodi limitrofi, l’obiettivo del trattamento è prevenire le ricadute metastatiche e quindi massimizzare le chance di guarigione delle pazienti. L’affermarsi di nuovi paradigmi di trattamento in eBC ha fatto emergere la necessità di comunicare il valore e l’importanza della qualità delle cure attraverso una campagna di comunicazione.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Alle pazienti, alle donne e alle Istituzioni.

Ce lo può descrivere brevemente?
Il progetto è partito con l’identificazione, attraverso una ricerca di mercato, dei bisogni delle pazienti diagnosticate con eBC e la definizione di un decalogo di richieste, i cosiddetti “Chiedo di più”, atto a migliorare il percorso di cura. Lo step successivo ha visto pazienti e influencer, ambasciatrici del progetto, impegnate nel divulgare attraverso i social media i loro “Chiedo di più”, innescando una catena virtuale di messaggi a supporto della campagna. A conclusione della fase social, la campagna è arrivata con successo in Senato: l’iniziativa è stata presentata a Palazzo Madama con l’obiettivo di sensibilizzare le Istituzioni sull’importanza di garantire a tutte le donne affette da tumore al seno un percorso di cura ottimale, sottolineando in aggiunta l’impatto socio-economico associato alle ricadute metastatiche.

Che risultati avete o volete raggiungere?
La campagna ha ottenuto un’ottima risonanza mediatica e si è concretizzata, nella fase istituzionale con la presentazione di una mozione parlamentare. Nello specifico, i rappresentanti Istituzionali presenti alla conferenza di palazzo Madama hanno tradotto la “voce” delle pazienti in una mozione inclusiva del decalogo dei “chiedo di più”, manifesto della campagna.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Rimane prioritario rendere le pazienti informate e consapevoli del loro percorso di cura nonché tenere vivo il dialogo con i rappresentanti istituzionali per assicurare che in tutto il territorio nazionale le pazienti possano beneficiare del miglior percorso diagnostico terapeutico.

Qual è l’aspetto principale del Communication&PR che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Sfruttare tutti i canali di comunicazione disponibili per veicolare in maniera efficace messaggi e informazioni a tutti gli attori coinvolti nel panorama del trattamento del tumore al seno.