212 – Busetto (Medtronic): “Riteniamo che sia importante operare per il bene comune e per garantire sostenibilità di sistema”


Un progetto ideato per sensibilizzare le persone sui rischi portati dalle malattie cardiovascolari e sui benefici che può portare una corretta prevenzione. È questa l’idea alla base del progetto Prevenzione il cuore della vita realizzato grazie alla collaborazione tra Medtronic, team comunicazione e team cardiovascolare, e CRI Comitato di Milano con le aree Direzione Sanitaria, Corpo delle Infermiere Volontarie, Raccolta Fondi, Comunicazione e Logistica. Ne abbiamo parlato con Elena Busetto, Country CSR & Philanthropy Lead in Medtronic Italia SPA che coordina, in ambito di responsabilità sociale, tutte le sedi di Medtronic in Italia ed è referente di Medtronic Foundation per l’Italia.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Questo progetto è nato dalla volontà di dare continuità alla prima edizione di “Prevenzione il cuore della vita” sia vista l’enorme richiesta da parte della popolazione avvenuta durante il WHD del 2018, sia per i casi elevatissimi dei decessi per le malattie cardiovascolari che sono ancora responsabili del 44% dei decessi in Italia. Quest’anno, per la prima volta abbiamo voluto portare un contributo sempre più significativo alla comunità in cui viviamo dedicando il progetto a due aree periferiche e meno abbienti di Milano, cercando così di contribuire in maniera significativa al raggiungimento dell’obiettivo globale numero 3 dell’ONU dedicato alla salute ed in particolare alle morti premature per patologie croniche.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto era rivolto agli abitanti adulti meno abbienti del Municipio 2 e 9 di Milano dove vi è una popolazione anche in gran parte straniera. Abbiamo dato l’opportunità di ricevere le analisi del rischio cardiovascolare in grandi strutture chiuse, al fine di garantire l’attività con qualsiasi clima e condizione atmosferica anche prevedendo alti afflussi. Tutto ciò è stato possibile grazie al coinvolgimento e al supporto dell’Assessore alle politiche Sociali del Municipio 2 in carica in quel periodo e del Presidente del Municipio 9 che hanno messo a disposizione IC Giacosa dentro il Parco exTrotter e Villa Litta.

Ce lo può descrivere brevemente?
È stato allestito un percorso di valutazione e informazione delle singole persone nelle strutture adibite all’iniziativa, sia internamente che esternamente. Si sono garantiti: la valutazione glicemica, pressoria, colesterolemia, ECG se ritenuto necessario dal cardiologo sulla base delle analisi; registrazione e tempistiche; distribuzione di opuscoli informativi; 4 seminari informativi sull’infarto miocardico, sugli elementi protettivi o di rischio per il cuore, ipertensione, diabete, fumo e corretti stili di vita e vari suggerimenti tenuti da medici specializzati del GISE e CRI Comitato di Milano; corsi con focus specifico sulla rianimazione cardio-polmonare per la popolazione al fine di fornire le conoscenze base per soccorrere in emergenza qualsiasi persona in difficoltà in qualsiasi luogo. Tutto ciò è stato reso possibile grazie al coinvolgimento dei volontari della CRI Milano, GISE e Medtronic.

Che risultati avete raggiunto o volete raggiungere?
Il risultato più significativo è aver raggiunto 380 persone non abbienti di aree periferiche e aver donato loro la valutazione del rischio cardiovascolare. Tenendo in considerazione che la valutazione implica una serie di analisi che hanno un costo di circa 80-100€ a persona, si valorizza presto anche a livello monetario quanto è stato donato in ogni giornata. Soprattutto nelle aree underserved, questo è un grande risultato in quanto il rischio cardiovascolare, se non opportunamente considerato e valutato, può aumentare il rischio di sviluppare la patologia stessa. A questo risultato si unisce la donazione di più di 100 ore di volontariato aziendale e il grande impatto comunicativo. Sono state infatti raggiunte più 50.000 persone attraverso la campagna social, con le numerose uscite media e l’uscita TV sul TG3 e ai 6.500 poster.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Crediamo che questo tipo di approccio nell’affrontare la problematica delle morti premature per il rischio cardiovascolare sia fondamentale per diminuirne l’impatto sulle comunità più bisognose o in difficoltà. Riteniamo che sia importante continuare a creare informazione e prevenzione nelle comunità in cui viviamo e operiamo per il bene comune e per garantire sostenibilità di sistema.

Qual è l’aspetto principale del Communication&PR che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
La capacità di trasmettere il valore di tali progetti creando in primis la cultura della prevenzione, la cultura della responsabilità verso il sociale per il bene della comunità. È proprio dall’esempio comunicato e trasmesso nel vero valore che lo identifica, che credo si possa ottenere un effetto migliorativo ed esponenziale. Inoltre è proprio la comunicazione sinergica di tutti gli stakeholder come CRI Milano e GISE, oltre a Medtronic, a portare maggior efficacia, valore e condivisione per la popolazione.