212 – Brusadelli (Medtronic): “Offrire il miglior esito clinico, con minore fatica e impegno”

Alessia Brusadelli

Erogazione autonoma di insulina

Un device capace di gestire in autonomia l’erogazione di insulina basale nei pazienti con diabete. A realizzarlo è Medtronic e ne abbiamo parlato con Alessia Brusadelli, Sr. Marketing Manager per Medtronic Diabete Italia, coordina il team Marketing ed Education. Parte del team anche Nicole Arienti, Product Manager per Medtronic Diabete Italia

Qual è l’impegno della sua azienda in questa area terapeutica?
Medtronic entra nel mondo del diabete con l’acquisizione di MiniMed, azienda leader che per prima ha introdotto il microinfusore di insulina (1996) e il sistema di monitoraggio in continuo del glucosio (1999). Da allora Medtronic si è impegnata nell’evoluzione di queste soluzioni tecnologiche, introducendo sistemi integrati con algoritmi intelligenti e funzioni di automazione della gestione della terapia sempre più avanzati, fino a proporre il primo sistema di Advanced Hybrid Closed Loop (AHCL) con gestione automatica dell’erogazione di insulina basale e dei boli di correzione, per offrire il miglior esito clinico, con minore fatica e impegno.

A chi si rivolge il vostro prodotto?
Il sistema è indicato per la gestione della terapia insulinica in pazienti con diabete mellito di tipo 1 (DMT1), di età compresa tra 7 e 80 anni, che necessitano di una dose totale giornaliera di insulina compresa tra 8 e 250 unità al giorno.

Perché ritiene sia innovativo?
Questo sistema rientra nella categoria dei sistemi per terapia AID (Automated Insulin Delivery) e permette di utilizzare algoritmi avanzati di automazione dell’erogazione insulinica AHCL che possono aiutare a incrementare il Time in Range, TIR (% di tempo trascorso con valori di glucosio compresi tra 70 e 180 mg/dl), e prevenire ipoglicemie e iperglicemie con minore fatica, per una migliore qualità della vita. È un sistema che anticipa e adatta in quanto monitora e corregge i livelli di glucosio ogni 5 minuti, in base alle necessità personali, regolando automaticamente l’erogazione di insulina.

Che risultati avete o volete raggiungere?
I primi studi clinici dimostrano che il sistema ha efficacemente aiutato il 79% dei pazienti a raggiungere e superare gli obiettivi di controllo glicemico raccomandati dalle linee guida internazionali (HbA1c < 7% e TIR > 70%), portando un miglioramento sia in termini di incremento di TIR (75%), che di riduzione di HbA1c (<7%), rispetto alle terapie convenzionali, anche in pazienti con limitata pregressa esperienza nell’utilizzo delle tecnologie. Il 72% degli utilizzatori riporta “minor fatica per evitare le iperglicemie”, il 70% riporta “minor fatica per evitare le ipoglicemie”, il 96% ha evidenziato elevata facilità di utilizzo del sistema e l’85% ha riscontrato un miglioramento della qualità di vita.

Quali ritiene siano gli unmet needs di questa area terapeutica?
Ad oggi solo un numero limitato di pazienti con DMT1 raggiunge un controllo sufficiente. Il controllo glicemico migliora con un monitoraggio frequente della glicemia e con adeguamenti terapeutici tempestivi basati sui dati di monitoraggio. Nonostante il significativo incremento nell’uso del CGM, l’HbA1c media non è migliorata negli ultimi 8 anni, in Italia i dati degli annali AMD 2020 mostrano come solo il 30% dei pazienti riesca a raggiungere valori di HbA1c inferiori al 7%. Uno dei principali motivi è da ascrivere al fatto che questo solitamente richiede un notevole onere gestionale da parte del paziente. Il dispositivo è progettato per migliorare l’esito clinico delle persone con DMT1 richiedendo minor sforzo e impegno al paziente per mantenersi nel range glicemico ottimale grazie all’automazione terapeutica e facilitando la gestione del paziente da parte del medico, anche da remoto, grazie alla connettività.