211 – Izzo (Pfizer): “La sfida è quella di riuscire ad essere al passo con i tempi e di integrare canali nuovi”

Arcangelo Izzo

Che ci azzecca e La prima volta

AzionePrevenzione, progetto realizzato da Pfizer, si arricchisce di nuove iniziative volte a sensibilizzare sui rischi dell’encefalite da morso di zecca e della polmonite. Stiamo parlando di “Che ci azzecca” e “La prima volta” due campagne con due testimonial di eccezione. Abbiamo approfondito l’argomento con Arcangelo Izzo, in veste di Digital Marketing Manager per la BU Vaccini. Al progetto hanno partecipato anche Carla Capobianco, Senior Communication Manager, Elena Pepe, Sr. Brand Manager, e Chiara Perrucci, Brand Manager.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Il web e i social media sono un potente megafono per contrastare le fake-news, promuovendo una prevenzione consapevole ed efficace. Oggi come non mai, dare una corretta informazione è fondamentale e la scelta delle modalità, dei canali e dei messaggi giusti può fare la differenza. Da questa consapevolezza abbiamo creato qualche anno fa Azioneprevenzione.it, un sito web rivolto alla popolazione per fornire informazioni attendibili e complete su tutte le malattie prevenibili attraverso la vaccinazione. Oggi per noi AzionePrevenzione rappresenta il fulcro di un ecosistema digitale volto ad aumentare la consapevolezza degli utenti che vi approdano da diversi touchpoint in una prospettiva omnicanale.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Le campagne di sensibilizzazione si rivolgono alla popolazione generale: nel linguaggio tecnico li potremmo chiamare consumers, ma per noi sono genitori, nonni, adolescenti, viaggiatori e chiunque a vario titolo sia in cerca di informazioni su salute, benessere e prevenzione.

Potrebbe descriverlo brevemente?
Il progetto nasce dalla consapevolezza di dover facilitare l’accesso della popolazione alle informazioni rendendole chiare e comprensibili. Da qui, è nata una piattaforma creativa dedicata alla sensibilizzazione verso la malattia pneumococcica e l’encefalite da morso di zecca (Tick-borne encephalitis – TBE) declinata tramite due campagne informative. Una scelta che ha saputo esprimere il suo pieno potenziale integrando una moltitudine di punti di contatto e una variegata e ricca declinazione di messaggi e contenuti in grado di attivare interesse e curiosità presso le diverse audience. Le due campagne hanno alternato diversi tone of voice del messaggio passando dall’ironia della campagna “Che ci azzecca”, con Paolo Ruffini, al più emozionale “La prima volta” che, attraverso un approccio più intimista, ci ha fatto rivivere le esperienze del lockdown dando voce alla popolazione così come al testimonial, Neri Marcorè. In questo modo Testimonial e Influencers marketing hanno dato la spinta giusta, coinvolgendo le community e rafforzando la credibilità del messaggio. Un approccio digital a 360 gradi che ci ha permesso di parlare dei rischi dell’encefalite da morso di zecca e della polmonite, raggiungendo risultati eccezionali.

Che risultati avete o volete raggiungere?
In circa 10 mesi di campagna abbiamo raggiunto risultati incredibili: 129 milioni di Impression e 18 milioni di video-view ci hanno permesso di diffondere efficacemente i nostri messaggi alle audiences di riferimento. Abbiamo coinvolto le nostre community generando 5,8 milioni di interazioni e circa 31.000 like tra le diverse piattaforme utilizzate (Facebook – Instagram – YouTube). Tutto questo ci ha permesso di portare 72.000 visite al sito azioneprevenzione.it

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Oggi siamo riusciti a creare un mix di canali che ci dà la possibilità di veicolare efficacemente i nostri messaggi. La sfida è quella di riuscire ad essere al passo con i tempi e di integrare canali nuovi che ci possano permettere di evolvere la nostra comunicazione e di rafforzare la cultura della prevenzione, continuando a combattere la disinformazione e l’esitazione vaccinale.

Qual è l’aspetto principale del Communication & PR che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Nell’ultimo periodo, a causa della pandemia, le esigenze di informazione sulla prevenzione e le preferenze della popolazione in termini di piattaforme e canali si sono evolute rapidamente. Per questo motivo, è e sarà sempre più importante mettere il customer al centro delle proprie decisioni, ascoltandolo e capendo quelli che sono i suoi bisogni e preferenze in modo da adattare i messaggi, il tono di voce e i canali per costruire un user journey quanto più personalizzato possibile.