211 – Team Medtronic: “Incrementare la divulgazione scientifica di qualità sulla prevenzione dell’obesità e la conoscenza dei corretti stili di vita”


Creare awareness su una patologia che entro il 2030 si stima potrebbe interessare circa il 70% della popolazione: l’obesità. Dalla consapevolezza dei rischi che questa patologia può portare a chi ne è interessato, in ogni fascia di età, nasce il progetto ObeCity realizzato dalla collaborazione tra Team Medtronic capitanato dall’AD Michele Perrino e costituito da persone esperte di Responsabilità Sociale d’Azienda, Obesità e Comunicazione, e Format Division di SG Company. Ne abbiamo parlato con Elena Busetto, Country CSR & Philanthropy Lead in Medtronic Italia SPA, coordinatrice in ambito di responsabilità sociale di tutte le sedi di Medtronic in Italia e referente di Medtronic Foundation per l’Italia.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’OMS indica che per il 2030 ci sarà un incremento quasi doppio della prevalenza di obesità che, sommata al sovrappeso, potrebbe interessare circa il 70% della popolazione. In Italia ogni anno si contano 57mila morti per cause attribuibili all’obesità con il problema pediatrico in continuo e preoccupante aumento, come evidenzia anche il Rapporto ASVIS 2019. È da questi dati allarmanti, dalla volontà di creare awareness su questa patologia, e dal voler contribuire al raggiungimento del terzo obiettivo globale per lo sviluppo sostenibile dell’ONU per la salute e il benessere che nasce ObeCity. L’obiettivo di questo progetto è tradurre in un linguaggio semplice e fruibile a tutta la popolazione i messaggi chiave che medicina e scienza mettono a disposizione utilizzando campagne multichannel, on e offline, con l’utilizzo di nuovi canali social, eventi e molto altro.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto è rivolto a tutti i cittadini, in particolare all’età pediatrica, a famiglie ed educatori perché questo è un problema legato al contesto e al quotidiano. ObeCity si pone l’obiettivo di fare luce sul problema obesità come patologia, sulle cause, sulle conseguenze e sull’urgenza di mettere a punto provvedimenti per la prevenzione; di innescare strumenti di prevenzione e informare sulle possibili cure; di favorire la divulgazione di corretti stili alimentari, sportivi e di vita; di promuovere l’importanza dell’approccio multidisciplinare della patologia al fine di garantire una migliore gestione e cura della malattia coinvolgendo nutrizionisti, chirurghi, psicologi e associazioni di pazienti.

Ce lo può descrivere brevemente?
Il progetto è un format di comunicazione integrata che si è sviluppato con la creazione di un Roadshow itinerante che ogni anno si sposta in città particolarmente colpite dalla patologia. Si propongono iniziative ed eventi per promuovere consapevolezza, prevenzione e cura dell’obesità. Si è partiti da Catania, in occasione dell’European Obesity Day, realizzando un villaggio della salute dove sono state donate visite per valutare lo stato di salute dei singoli utenti tramite misurazione di BMI, giro vita, pressione, glicemia, ECG, informazioni, attività ludico sportive per i bambini con campi da calcio, pallavolo e tatami. È stato costituito un Advisory Board formato da stakeholder clinici, scientifici, comunicazionali e associazioni di cittadini, per fornire strumenti e conoscenze basati sulle evidenze scientifiche utili nel quotidiano come SIO, SICOB, Centro Studi e Ricerche sull’Obesità dell’Università degli Studi di Milano, SIP, SIMG, ADI, Cittadinanzattiva. L’Advisory Board ha anche realizzato tool kit destinati alla popolazione attraverso campagne comunicazionali ad hoc.

Che risultati avete raggiunto o volete raggiungere?
I risultati sono stati molteplici: tre conferenze stampa (tra Milano e Catania per il WOD e EOD) con più di 100 uscite sui media; il villaggio della salute a Catania che ha coinvolto circa 2.500 persone, 100 bambini in attività sportive e dove sono stati donati 220 screening per l’obesità; creazione e distribuzione di un “metro guida” per misurare il giro vita, fondamentale per definire lo stato normopeso, sovrappeso e obeso; realizzazione e distribuzione di una brochure per le mamme in gravidanza; una campagna comunicazionale a Bimbinfiera Milano dove sono stati distribuiti 1.000 “metri guida” e altrettante brochure; il coinvolgimento di due grandi testimonial come Tata Adriana e Susanna Messaggio.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Stiamo preparando la nuova campagna per il nuovo anno dove incrementare i tool kit e i canali comunicazionali, soprattutto digitali, per la popolazione e organizzare il nuovo villaggio in una città diversa.

Qual è l’aspetto principale del Communication&PR che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Incrementare la divulgazione scientifica di qualità sulla prevenzione della patologia e la conoscenza dei corretti stili di vita, proponendo anche tools digitali sempre più vicini al quotidiano per ogni singola persona, incrementando l’engagement soprattutto delle nuove generazioni.