206 – Bindi (Abbott): “Combiniamo competenze medico-scientifiche con esperienze di comunicazione e marketing per supportare la diffusione di evidenze e documenti scientifici”

 

Migliorare tra i diabetologi il livello di assistenza ai pazienti con diabete al fine di migliorare il percorso terapeutico delle persone con questa patologia e i loro outcome clinici. Da questo presupposto nasce la collaborazione tra Abbott e Società Italiana di Diabetologia per realizzare un documento di consenso sugli strumenti di automonitoraggio del glucosio. Abbiamo parlato del progetto, realizzato dal Marketing-Medical team composto da Adalberto Ferrari, Sofia Giovannella e Chiara Guglielmi, con Massimiliano Bindi, Regional Director South East Europe, Abbott’s diabetes care business.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?

In Italia, come nel resto del mondo, l’utilizzo di tecnologie basate su sensori per la misurazione del glucosio è in rapido aumento. La Società Italiana di Diabetologia (SID) ha deciso di redigere un documento di consenso su questi nuovi strumenti di automonitoraggio del glucosio – dispositivi che stanno rivoluzionando la gestione del diabete – al fine di analizzarne i limiti e i vantaggi attuali. Abbott – leader nella tecnologia dei sensori della glicemia – ha sponsorizzato questo ambizioso progetto, offrendo il suo contributo non condizionante allo scopo di supportare la comunità medico-scientifica.

A chi si rivolge il vostro progetto?

Il progetto è rivolto ai diabetologi e agli endocrinologi italiani.

Ce lo può descrivere brevemente?

Un gruppo di diabetologi esperti in tecnologia, si è incontrato per conto della Società Italiana di Diabetologia per elaborare uno specifico documento di consenso, il quale analizza i pro e i contro dei nuovi sistemi di monitoraggio continuo del glucosio, con l’obiettivo di fornire raccomandazioni sull’uso clinico dei dati ottenuti dai sensori.

Il lavoro che hanno prodotto riporta:

  • le evidenze cliniche pubblicate su Pubmed (meta-analisi, revisioni e lavori originali) sui benefici dei sensori Flash Glucose Monitoring e rtCGM (real time Continuous Glucose Monitoring);
  • i risultati di un questionario in 13 punti elaborato con il metodo Delphi, a cui ha partecipato un panel di 74 esperti diabetologi italiani.

Abbott ha sostenuto il progetto con un contributo non condizionante e, dopo la pubblicazione, ne ha promosso la diffusione.

Che risultati avete o volete raggiungere?

È stato raggiunto un robusto consenso tra i diabetologi italiani sul fatto che l’uso di tecnologie di monitoraggio del glucosio basate su sensori è considerato superiore al sistema di monitoraggio della glicemia tradizionale. È stata inoltre realizzata un’elevata diffusione dei messaggi scientifici riportati nel documento di consenso poiché, dopo la pubblicazione dell’articolo sulla rivista NMCD Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Diseases, 3 KOL hanno rilasciato un’intervista e 48 articoli su questo argomento sono stati pubblicati spontaneamente da diverse riviste, generando in tal modo una readership di 11 milioni di contatti. Abbott ha contribuito a diffondere tra gli operatori sanitari il contenuto di questo documento scientifico attraverso una robusta comunicazione multicanale.

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?

Partendo di nuovo da quanto affermato dagli esperti nel documento di consenso – “Le tecnologie di monitoraggio del glucosio basate su sensori sono considerate superiori al sistema di monitoraggio del glucosio BGM (Blood Glucose Monitoring); forniscono informazioni sul controllo glicemico non ottenibili con il BGM; esercitano benefici nei pazienti con diabete sia di tipo 1 sia di tipo 2, oltre a quelli in trattamento con MDI o in micro-terapia; riducono il rischio di ipoglicemia; aumentano il time in range (tempo trascorso all’interno di valori glicemici normali); riducono l’HbA1c; e consentono di superare molti dei limiti dell’automonitoraggio glicemico BGM e di andare oltre l’emoglobina glicata” – continueremo a collaborare con le Autorità Sanitarie per rendere la tecnologia Flash Glucose Monitoring sempre più accessibile ai diabetici italiani.