205 – Team Sanofi Genzyme: “Solo l’esperienza di pazienti e caregiver può guidare la rivoluzione verso la creazione di nuovi prodotti e servizi”


Creare ausili per la deambulazione in tempi rapidi e a costi contenuti grazie alla sinergia tra progettisti, makers, pazienti, esperti, caregiver e associazioni. È questo lo scopo del progetto “NEXT STEPS” che ha preso vita grazie all’impegno di diversi attori. Il team infatti è un esempio di collaborazione trasversale, in ottica di Open Innovation. È formato da: Sanofi Genzyme, divisione specialty care di Sanofi; Polifactory, makerspace e Fab Lab del Politecnico di Milano che si occupa, tra le altre cose, di design e fabbricazione digitale su modelli open-source; AIG – Associazione Italiana Glicogenosi; Fabio Gorrasi, caregiver che ha co-progettato e realizzato un tutore per la figlia affetta da Atrofia muscolare spinale; Antonella Ferrari, attrice e presentatrice affetta da sclerosi multipla, attiva nello sviluppo di stampelle personalizzate. Noi ne abbiamo parlato con il team Sanofi Genzyme.

 

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
“NEXT STEPS”, il più recente tra progetti della piattaforma SOUL (Sanofi Genzyme Open&User Lab), è un’iniziativa sperimentale che nasce nell’ambito del progetto Distributed Design Market Platform, finanziato dal programma “Creative Europe”. Vuole dimostrare come soggetti diversi – progettisti, makers, pazienti, esperti, caregiver e associazioni – possano collaborare per co-progettare ausili per la deambulazione, realizzabili in tempi brevi e con costi contenuti, grazie impiego delle tecnologie presenti nei Fab Lab, e distribuibili in modalità open source mediante piattaforme digitali come distributeddesign.eu.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto è stato sviluppato a partire dalle reali esigenze e dai bisogni legati alla mobilità dei pazienti affetti da Glicogenosi tipo 2, ma è potenzialmente adattabile a tutte le persone con problemi di mobilità (croniche o temporanee) o altre patologie muscolo-scheletriche.

Ce lo potete descrivere brevemente?
“NEXT STEPS” ha guidato i pazienti attraverso un percorso di co-creazione. Cinque le soluzioni prodotte, che migliorano o implementano aspetti estetico-funzionali dei più comuni walking aids (bastone, stampelle e deambulatore): TWISTR, bastone personalizzato con struttura stampata in 3D, sviluppato e progettato a partire dai dati parametrici; TAYLOR, bastone generativo che permette la personalizzazione a seconda delle caratteristiche dell’utente; CLIP CLAP, clip rimovibili realizzate in additive manufacturing, per la personalizzazione estetica di tutti i tipi di stampelle; WANDER3D, deambulatore motorizzato e sensorizzato grazie ad un intervento di “hacking” di un deambulatore tradizionale; consente all’utente, a seconda delle esigenze, di attivare un’azione di supporto alla spinta; STANT3D, collezione di accessori open source per stampelle.

Che risultati avete raggiunto o volete raggiungere?
“NEXT STEPS” ha dimostrato l’ampio potenziale della co-progettazione tra soggetti diversi per identificare bisogni reali e sviluppare soluzioni capaci di apportare miglioramenti alla vita quotidiana di persone affette da patologie o condizioni di fragilità. SOUL continuerà ad esplorare le possibilità offerte da nuove modalità e strumenti di progettazione, realizzazione e distribuzione legate al mondo della digital fabrication, utili per generare nuovi modelli di prodotti-servizi in ambito di salute.

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?
La figura del paziente è e sarà sempre di più al centro della progettazione e dello sviluppo di soluzioni per la salute. Fondamentali saranno strumenti e metodologie per l’ascolto e la raccolta dei bisogni dei pazienti e la condivisione dei diversi punti di vista: progettuale, tecnologico, medico-scientifico. Nello sviluppo di soluzioni “bottom-up” è fondamentale l’ambito normativo e di verifica, che dovrebbe trovare nuove metodologie di confronto con i modelli emergenti di progettazione e produzione aperta e distribuita.

Qual è l’aspetto principale del Patient&Advocacy che sarà più importante secondo voi nei prossimi anni?
Il futuro della Patient&Advocacy passa attraverso iniziative di empowerment in cui l’esperienza diretta di pazienti e caregiver – gli unici a conoscere le limitazioni quotidiane imposte da una patologia – non solo ispira, ma guida una vera e propria rivoluzione per la creazione di nuovi prodotti e servizi.