193 – Zucchelli (bioMérieux): “Per garantire un accesso più esteso alla diagnostica molecolare sindromica, necessario continuare a favorire il dialogo tra laboratorio e reparti”

Valeria Zucchelli

Test molecolare
sindromico

Un test molecolare sindromico in grado di rilevare rapidamente e simultaneamente 33 patogeni e 10 geni di resistenza antimicrobica, con 2 soli minuti di preparazione manuale. A realizzarlo è bioMérieux e ne abbiamo parlato con Valeria Zucchelli, Adriatic Medical Affairs Manager, responsabile della definizione della strategia medico-scientifica delle soluzioni diagnostiche bioMérieux. Al progetto hanno collaborato anche Michela Giorgi, Adriatic Marketing Manager for Molecular Diagnostics, Florencia Barrios, Adriatic Medical Advisor, e Davide Biancotto, BioFire Sales Manager Italy

Qual è l’impegno della sua azienda in questa area terapeutica?
bioMérieux, leader globale nella diagnostica in vitro per la gestione delle malattie infettive, fornisce soluzioni diagnostiche, a supporto delle decisioni cliniche, lungo tutto il percorso di management della sepsi, al fine di migliorare l’outcome del paziente. La sepsi è una sindrome clinica di disfunzioni d’organo, causata da una risposta abnorme dell’ospite all’infezione. È un’emergenza medica, la cui gravità aumenta fino alla morte. L’obiettivo è accorciare il tempo alla somministrazione di una terapia appropriata, fattore critico per ridurre la mortalità.

A chi si rivolge il vostro prodotto?
Il pannello da noi realizzato si rivolge ad un ampio ventaglio di attori dell’assistenza sanitaria, con benefici specifici a vantaggio di ciascuna categoria:

  • Il Laboratorio, interlocutore primario nel campo della diagnostica in vitro, aumenta l’efficienza del servizio, grazie ad un flusso di lavoro semplificato, e fornisce risultati mirati al quesito clinico;
  • Il clinico anticipa la decisione terapeutica ottimale, con potenziale riduzione della mortalità associata alla sepsi;
  • Gli amministratori degli ospedali osservano un risparmio complessivo di risorse, grazie alla riduzione dei giorni di degenza, ottimizzazione della terapia e più efficiente gestione dei letti.
  • I pazienti ricevono cure appropriate e personalizzate, che influiscono positivamente su sopravvivenza e qualità della vita.

Perché ritiene sia innovativo?
Il test, indicato per la diagnosi eziologica di sepsi, è innovativo per l’approccio sindromico, vale a dire la capacità di testare contemporaneamente un ampio spettro di microrganismi e meccanismi di resistenza agli antibiotici, generando una risposta diagnostica accurata in 1 ora, a partire da emocoltura positiva. La rilevazione rapida e simultanea di 33 patogeni e 10 geni di resistenza antimicrobica, con 2 soli minuti di preparazione manuale, consente ai clinici di prendere decisioni tempestive in merito alla terapia e alle misure di isolamento del paziente, con un guadagno di almeno 48 ore rispetto alle metodiche standard.

Che risultati avete o volete raggiungere?
In Italia, 90 strutture ospedaliere hanno già scelto di adottare il test in routine, grazie ai solidi dati di performance, ottenuti in 3 studi clinici su quasi 2.000 campioni, e ad attività educazionali, supportate da bioMérieux in sinergia con la comunità scientifica, che hanno permesso di apprezzare l’impatto clinico del pannello, in accordo alla corretta interpretazione dei risultati. Per garantire un accesso sempre più esteso alla diagnostica molecolare sindromica, è necessario continuare a favorire il dialogo tra laboratorio e reparti, al fine di sviluppare percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali, che prevedano la completa integrazione tra stewardship diagnostica e antimicrobica. Si identificano, così, i pazienti che possono maggiormente beneficiare delle nuove tecnologie, in funzione del quadro clinico e del rischio infettivo da organismi multi-resistenti.

Quali ritiene siano gli unmet needs di questa area terapeutica?
Le linee guida raccomandano di iniziare una terapia antimicrobica empirica ad ampio spettro entro la prima ora dalla diagnosi, così da ridurre il rischio di mortalità, con l’impegno a rivalutarla il prima possibile, in accordo ai risultati microbiologici, per procedere ad una rapida de-escalation. Quest’ultima deve essere sempre perseguita, quando possibile, in quanto associata a un tasso di mortalità inferiore, a parità di adeguatezza del trattamento antibiotico. La metà degli antibiotici utilizzati in ospedale sono non necessari o inappropriati, il che comporta una pressione selettiva, che facilita lo sviluppo di resistenze. L’Italia è tra i Paesi europei con percentuali di resistenza più elevate. In questo contesto, un test molecolare sindromico, in grado di ridurre i trattamenti antibiotici inappropriati, presenta benefici evidenti. Inoltre, fornendo un’informazione rapida su identità dei microorganismi e profilo di resistenze, il pannello potrebbe essere utilizzato come companion test, favorendo il corretto place in therapy delle nuove molecole antimicrobiche per il trattamento delle infezioni gravi da batteri multi-resistenti, così da preservarne l’efficacia nel tempo.