192 – Pisacane (CSL Behring): “La pandemia ci ha mostrato come pubblico e privato possono lavorare sinergicamente e le sfide che ci aspettano si possono affrontare insieme”

Cesare Pisacane

HackERare è un progetto realizzato da CSL Behring con la collaborazione della SIFO con il quale si è cercato di fornire formazione professionale ai farmacisti ospedalieri in modo innovativo. Ne abbiamo parlato con Pisacane Cesare, Project manager CSL Behring. Del team fanno parte anche Cinzia Ravo, Product Manager Coagulation & Respiratory, Adele Finardi, Medical Science Liaison, Marco Panebianco, Market Access Specialist e Lorenzo Mori, Digital & IT Specialist.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’idea dell’hackathon è nata dall’ascolto dei bisogni dei nostri interlocutori, in particolare dei farmacisti ospedalieri, e dalla voglia di rispondere cercando idee innovative al di fuori del perimetro aziendale. “HackERare” infatti ci ha permesso di applicare i concetti del modello di innovazione definito “Open Innovation” e associarlo a quello della “Co-Creation”, usando un punto di vista fresco, libero dagli schemi, quale quello di giovani laureati e studenti universitari, per lavorare a soluzioni insieme agli utilizzatori del prodotto finale.

A chi si rivolge il vostro progetto?
HackERare si inserisce all’interno dell’iniziativa “Pronti” (Progetto di Partnership con i Farmacisti) che prevede una serie di attività, tavole rotonde, workshop per la formazione e il supporto professionale al farmacista ospedaliero, ruolo dall’importanza decisiva nell’ambito della efficienza del sistema sanitario e della sua sostenibilità. Il partner principale è quindi la SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera), ma il progetto si rivolge anche a clinici e pazienti perché solo la collaborazione tra queste tre figure può garantire l’ottimizzazione delle cure.

Ce lo può descrivere brevemente?
La parola hackathon è un “portmanteau” delle parole hack e marathon, dove hack è usato nel senso di programmazione ludica ed esplorativa. HackERare è quindi una maratona “hacker” in cui i partecipanti divisi in gruppi, collaborano intensamente a soluzioni in merito ad una sfida assegnata. Rappresenta inoltre una nuova sinergia fra la figura del farmacista e la figura del progettista. Le sfide assegnate sono state due:
Aderenza alla terapia: come possiamo migliorare la comunicazione fra i pazienti/caregiver e l’ospedale per monitorare l’aderenza alla terapia da parte dei pazienti affetti da malattie rare?
Gestione delle carenze: come possiamo supportare i farmacisti ospedalieri nella gestione e nel rifornimento del magazzino per ovviare alla carenza di farmaci per pazienti affetti da malattie rare? 
Partendo dalle due sfide, i partecipanti sono stati divisi in gruppi per un’attività di generazione di idee. Le due idee vincenti (una per ogni sfida) sono state selezionate da un comitato di valutazione composto da CSL Behring e SIFO e premiate con un compenso di 2.500 euro per ognuna delle due squadre.

Che risultati avete o volete raggiungere?

I risultati ottenuti sono stati molto interessanti e alla fine le due idee vincenti sono state:
Q-RARE che è una app volta a motivare il paziente a tenere traccia della terapia e migliorare così l’aderenza al suo trattamento e gli esiti clinici. L’app ha due obiettivi: non lasciare il paziente da solo con la malattia e ricordargli di assumere correttamente il farmaco.
Pangea invece è un servizio a valore aggiunto per la consultazione rapida (piattaforma) e il recapito di farmaci urgenti. Le aziende farmaceutiche che aderiranno al progetto condivideranno sulla piattaforma le informazioni sulla disponibilità di un farmaco, esplicitando la possibilità di occuparsi della logistica in caso di carenza in un centro e disponibilità in altri.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Lo step successivo, a cui stiamo già lavorando, questa volta con il contributo diretto, oltra a quello di SIFO, delle Associazioni dei pazienti, è di generare dei prototipi digitali delle due idee vincenti che saranno poi resi disponibili per la loro implementazione finale.  

Qual è l’aspetto principale del Market Access & Pubblic Affair che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Il cambio culturale sulla collaborazione. La pandemia ci ha mostrato come pubblico e privato possono lavorare sinergicamente per il bene del nostro sistema sanitario e che le sfide che ci aspettano, dalla territorialità alla sanità digitale, dai nuovi LEA a dei PDTA concepiti in modo diverso dal passato, si possono affrontare insieme con trasparenza di ruoli e di contributi.