189 – Team Novartis: “La strada del digital è quella da percorrere, imprescindibile nel nostro lavoro quotidiano”


Aiutare nella diagnosi di malattie autoinfiammatorie rare che spesso hanno un ritardo diagnostico anche di 7 anni. È stato partendo da questa idea che Novartis ha deciso di realizzare Mr Detect un software dedicato proprio con questa finalità. Ne abbiamo parlato con Laura Bruschera, Cluster Head Rare Disease, Vittoria Zanotti, Cluster Customer Marketing Manager Rare Disease e Raffaella Guarisco, Cluster Medical Manager Rare Disease di Novartis.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Le malattie autoinfiammatorie sono malattie rare con insorgenza in età pediatrica e in assenza di sintomatologia specifica. Per questo motivo i pazienti consultano spesso una lunga lista di specialisti. Con un conseguente ritardo diagnostico mediamente di 7 anni. Da questo unmet need è nata l’idea di creare uno strumento che possa facilitare la diagnosi ed il referral al corretto specialista che possa gestire al meglio queste patologie.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto è indirizzato alla diagnosi di pazienti affetti da malattie autoinfiammatorie e potenzialmente coinvolge tutti gli specialisti che sono coinvolti nel patient journey. Verrà validato in Italia ma l’idea è di rendere il software disponibile nei principali centri europei.

Ce lo potete descrivere brevemente?
È un software capace di analizzare diverse tipologie di documenti medici per identificare i red flags correlati alle malattie autoinfiammatorie e far sorgere un sospetto che possa portare ad una corretta diagnosi.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Nella fase di test il software ha dimostrato un’elevata sensibilità nell’individuare i pazienti affetti da queste patologie. I next step saranno di completare la validazione anche nei pazienti adulti ed espandere il progetto in molti centri italiani ed europei. L’obiettivo finale è quello di ridurre i tempi di diagnosi e accelerare il patient journey dei pazienti affetti da patologie autoinfiammatorie migliorando così la loro qualità di vita.

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?
Oltre allo sviluppo del software, Novartis si sta impegnando in una serie di attività educazionali e nella creazione di reti di referral che possano portare non solo ad una accelerazione del patient journey ma anche ad un corretto management di questi pazienti.

Qual è l’aspetto principale del Marketing&Digital che sarà più importante secondo voi nei prossimi anni?
L’emergenza che stiamo vivendo in questo momento ci ha chiaramente dimostrato che la strada del digital è quella da percorrere ed è imprescindibile nel nostro lavoro quotidiano. Strumenti come l’intelligenza artificiale ci permettono di analizzare una grande quantità di dati con una flessibilità e una rapidità che prima sarebbero state impensabili. Ecco allora che questi diventano strumenti fondamentali per migliorare la nostra efficienza e le nostre possibilità di migliorare la qualità di vita dei pazienti.