184 – Tocco-Mazzoleni (Indivior): “Uniti nell’aiutare la persona ad uscire dalla dipendenza per riappropriarsi della propria indipendenza”

 

Creare un punto di riferimento per tutte quelle persone che soffrono di una dipendenza, un sito web dove poter trovare consigli e informazioni per riuscire ad uscire da questa condizione. È nato così #effettoindipendenza di Indivior. Ne abbiamo parlato con il team di progetto composto da due “Indiviorians”, come loro stessi si definiscono: Giovanna Tocco del Medical Affairs e Raffaello Mazzoleni del Marketing.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Chi non ha una pagina web di questi tempi? Scherziamo… Indivior è un’azienda che opera nell’ambito della dipendenza ed è da sempre vicina ai sanitari e agli operatori del settore e rappresenta un partner di fiducia. Tutto è nato dall’unione di un favorevole gioco di parole “in-dipendenza” e dalla passione che ci caratterizza. Volevamo approdare nella reta con una risorsa fruibile, che rappresentasse un aiuto e restituisse valore e dignità a tutte le persone ancora intrappolate da questo infausto disturbo. È con queste premesse che nasce il progetto del sito dedicato a chi voglia informarsi sulla dipendenza.

A chi si rivolge il vostro progetto?
#effettoindipendenza è pensato per chiunque soffra una dipendenza da sostanze, in maniera diretta o indiretta, consapevole o inconsapevole. Si propone come un ausilio, un punto di riferimento per gli utenti che cercano indicazioni riguardo la loro patologia o per i loro familiari, perché possano comprendere ciò che sta accadendo ai loro cari ed essere loro di sostegno. È per tutti quelli che possono ancora decidere e riuscire ad uscire dalla dipendenza e si possono riappropriare della loro #indipendenza. Sembra uno scioglilingua… ma per molti è un incubo.

Potreste descrivercelo brevemente?
Abbiamo pensato di accompagnare l’utente attraverso un cammino fatto di 3 passi fondamentali. Il primo è Conoscere con contenuti estremamente fruibili. Si descrive la dipendenza come patologia cronica recidivante, con i suoi numeri in Italia e le caratteristiche. Bellissima secondo noi è la parte dedicata ai familiari e le loro emozioni, che vuole essere una carezza di conforto per il lettore che, a qualsiasi titolo, lo legga. Si passa poi alla fase successiva: Decidere! Come affrontare la dipendenza da sostanze? Che strategie sono disponibili? Qui l’utente troverà chiare informazioni sulle principali vie percorribili e sui traguardi raggiungibili. È quindi tempo per Agire! La dipendenza da sostanze è curata nei Centri per le Dipendenze (Ser.D). Qui l’utente troverà la descrizione dei servizi alle dipendenze e i principali recapiti. È prevista anche una sosta tecnica per coloro i quali soffrono personalmente di una dipendenza: facciamo un test su “quanto mi costa?”… è tempo per l’indipendenza!

Che risultati avete o volete raggiungere?
L’obiettivo è quello di far diventare il sito punto di riferimento per contenuti, servizi utili e interattività, anche magari grazie ad un sodalizio con le 3 società scientifiche rappresentative.

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?
Tanto, tantissimo. Si pensi che i dati epidemiologici dicono che meno della metà dei consumatori problematici di sostanze è in cura nei Ser.D. Molti non hanno consapevolezza della patologia, altri soffrono lo stigma associato a vecchie concezioni del “paziente dipendente” come colui che ha un brutto vizio. Alla sofferenza dei pazienti, si aggiunge o meglio, si moltiplica, quella dei familiari e della società. In Italia, inoltre, non c’è un’associazione di pazienti dipendenti da sostanze che possa fare da cassa di risonanza delle esigenze dei soggetti quindi l’area terapeutica rimane sempre in secondo piano rispetto alle priorità delle varie politiche sanitarie.

Qual è l’aspetto principale del Patient&Advocacy che sarà più importante secondo voi nei prossimi anni?
Rompere lo stigma. Sarà molto importante acquisire consapevolezza che la dipendenza è una patologia cronica e recidivante e favorire la scelta informata e consapevole dei pazienti, che hanno diritto ad accedere a cure di qualità.