184 – Costanzo (AstraZeneca): “L’attuale contingenza ci ha confermato l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato”

Maddalena Costanzo

Tematica organizzativa e sensibilizzazione sull’importanza di percorsi definiti e team multidisciplinare nella cura del tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato sia a livello nazionale che regionale. Sono questi i presupposti del progetto “iCube” realizzato da AstraZeneca, dipartimento di Market Access & Governmental Affairs, con il supporto di EDRA. Ne abbiam parlato con Maddalena Costanzo, Head of Value & Access Oncologia

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
La disponibilità di nuove opzioni terapeutiche in oncologia ha contribuito a prolungare l’aspettativa di vita e a migliorare la sopravvivenza dei pazienti oncologici. L’innovazione terapeutica deve però necessariamente essere accompagnata da una sempre maggiore attenzione verso gli aspetti organizzativi per portare benefici ai pazienti e al sistema salute. L’impatto del Covid-19 ha richiesto una profonda riflessione sulla presa in carico del paziente oncologico e sulla necessità di una riorganizzazione dei percorsi diagnostico-terapeutici: una contingenza particolarmente difficile per le persone in attesa di una diagnosi e per i pazienti che necessitano di un trattamento infusionale. Il progetto ha raccolto le riflessioni di alcuni esperti sul valore delle nuove opzioni terapeutiche e sulla gestione dei pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule (NSCLC) localmente avanzato a livello nazionale e sta procedendo con una roadmap in 6 regioni italiane per affrontare la tematica organizzativa e sensibilizzare sull’importanza di percorsi definiti e team multidisciplinare.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto si rivolge ai membri del team multidisciplinare (oncologo, pneumologo, chirurgo toracico, radiologo, medico nucleare, anatomopatologo, psico-oncologo, farmacista ospedaliero, infermiere case manager), alle strutture sanitarie e ai suoi direttori e alle reti oncologiche regionali.

Potrebbe descrivercelo brevemente?
Il progetto si è sviluppato in due fasi:

  • Un webinar nazionale che ha avuto l’obiettivo di comunicare il valore dell’innovazione e dell’immunoterapia nella cura del tumore al polmone e le prospettive nell’era Covid con un focus specifico sull’importanza dell’organizzazione e dell’integrazione delle cure.
  • Sei workshop regionali, in Campania, Lazio, Liguria, Lombardia, Puglia e Sicilia, per approfondire aspetti organizzativi specifici nei territori selezionati come ad esempio l’ottimizzazione del team multidisciplinare, l’integrazione ospedale-territorio e la digitalizzazione.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Il webinar nazionale è stato seguito da più di 150 uditori e ha raggiunto 10 mln di opportunity to see (OTS) grazie ad una campagna di comunicazione organizzata ad hoc. Gli spunti emersi sono stati raccolti e divulgati tramite un instant report. Gli spunti che emergeranno nei workshop regionali saranno divulgati tramite newsletter e instant report.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Con iCUBE ci siamo posti l’obiettivo di mettere al centro del dibattito e di valorizzare l’aspetto organizzativo in oncologia alimentando la discussione a livello nazionale e regionale. È tuttavia importante che gli spunti emersi vengano messi in pratica anche a livello delle singole strutture per garantire a tutti i pazienti con NSCLC localmente avanzato un percorso di cura che permetta di perseguire l’intento curativo.

Qual è l’aspetto principale del Market Access & Public Affair che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
L’attuale contingenza ci ha confermato l’importanza della collaborazione tra pubblico e privato; soprattutto nelle fasi di maggiore emergenza, abbiamo imparato, grazie al coinvolgimento di tutti gli interlocutori del sistema salute, a interfacciarci e portare avanti le nostre progettualità in modalità differenti. Ritengo sia importante comprendere insieme quali servizi poter delocalizzare, come assicurare continuità di cure ed evitare ritardi, come garantire sostenibilità nei setting di cura, quali politiche sanitarie adottare anche su impulso della pandemia in corso e in una prospettiva di lungo termine, considerando anche l’implementazione di sistemi digitali efficienti per l’evoluzione del sistema.