175 – Collatina (Baxter): “Il telemonitoraggio nei pazienti in dialisi domiciliare consente rilevanti benefici di tipo clinico, economico e sociale”


La dialisi peritoneale è una terapia renale sostitutiva impiegata per il trattamento dell’insufficienza renale cronica. È un trattamento che il paziente può svolgere a casa in modo tale da integrare la terapia dialitica con le proprie necessità quotidiane. Per migliorare questo approccio ed il monitoraggio continuo da parte del medico, Baxter ha realizzato un innovativo sistema per la dialisi peritoneale automatizzata (APD) che integra una tecnologia Sharesource. Abbiamo approfondito l’argomento con Stefano Collatina, Country Head Baxter Italia.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Baxter è un’azienda leader nel settore della nefrologia e della fornitura di terapie e servizi per pazienti con patologie renali croniche e acute, sempre in prima linea nel mettere a disposizione terapie dialitiche domiciliari, offrendo un’assistenza a 360 gradi al centro clinico e al paziente. Ad oggi esiste un tema in termini di equità di accesso alla dialisi peritoneale sul territorio nazionale. Nonostante i numerosi vantaggi che la dialisi peritoneale (PD) presenta in termini di tolleranza, efficacia clinica e impatto sociale, viene prescritta a un numero di pazienti assai inferiore rispetto alla dialisi extracorporea (HD). Ad oggi la percentuale di utilizzo di questa metodica in Italia non raggiunge il 10%, quando invece gli studi dicono che si potrebbe arrivare al 30%. In linea con le evidenze cliniche, il Piano Nazionale Cronicità del Ministero della Salute raccomanda lo strumento del PDTA per migliorare la tutela dei pazienti attraverso una formula che si basa su deospedalizzazione, personalizzazione della cura e assistenza.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Al medico che può consultare attraverso la piattaforma Sharesource un quadro di sintesi dei recenti trattamenti di tutti i propri pazienti; al centro dialisi che può impostare avvisi personalizzati per la notifica automatica di situazioni specifiche o di eventi che si verificano nel corso del trattamento; al paziente che si sente assistito e mai solo.

Ce lo può descrivere brevemente?
Baxter ha sviluppato un innovativo sistema per la dialisi peritoneale automatizzata (APD). Questo dispositivo domiciliare, grazie alla comunicazione con la piattaforma di connettività su web Sharesource, consente al medico nefrologo di accedere alle informazioni sui trattamenti eseguiti a casa dal paziente direttamente dal pc del centro dialisi, da un tablet o smartphone. Il medico può monitorare l’evoluzione della terapia in qualsiasi momento e verificare in modo più tempestivo eventuali anomalie cliniche significative. Il sistema può aiutare a innalzare gli standard di cura del paziente monitorando efficacemente la compliance clinica al trattamento prescritto. Di fatto il telemonitoraggio nei pazienti in dialisi domiciliare permette la riduzione di ospedalizzazioni/ricoveri, spostamenti, tempi di attesa del paziente, accessi in pronto soccorso, con conseguenti minori costi per le strutture sanitarie, per il paziente e per i familiari.

 Che risultati avete o volete raggiungere?
In termini di benefici sociali, il monitoraggio da remoto di pazienti cronici produce un miglioramento della qualità delle cure e della soddisfazione del paziente. Grazie al nuovo sistema, il paziente può sentire maggiore fiducia nell’eseguire il trattamento peritoneale domiciliare, potendolo preferire alla terapia emodialitica ospedaliera tre volte a settimana. Inoltre, se il paziente in dialisi peritoneale ha la necessità di spostarsi da casa, per lavoro o svago, la dialisi è garantita da Baxter attraverso il Servizio Travel Club. Il telemonitoraggio nei pazienti in dialisi domiciliare consente rilevanti benefici di tipo clinico, economico e sociale, tra cui la riduzione degli accessi al pronto soccorso, delle ospedalizzazioni associate al trattamento, degli spostamenti dal domicilio all’ospedale con un miglioramento della qualità delle cure e della soddisfazione del paziente e del suo caregiver. A conferma della validità ed efficacia della nuova tecnologia Baxter, arrivano anche i dati del primo studio Rapid HTA realizzato dalla Regione Friuli Venezia Giulia in collaborazione con la A.A.S. n. 3 Friuli Venezia Giulia.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
L’obiettivo è quello di aumentare le possibilità di accesso ai trattamenti dialitici peritoneali; di migliorare la qualità di vita del paziente utilizzando nuove forme di aggregazione e strumenti di monitoraggio da remoto. Di prevedere un processo strutturato di adozione di Sistemi di Monitoraggio da remoto del paziente personalizzati in base alla profilazione clinica e psico-socio attitudinale e relativo rimborso specifico per l’impiego di tali strumenti.

Qual è l’aspetto principale della Scientific Collaboration che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
La collaborazione scientifica dovrà prevedere il coinvolgimento operativo di tutti gli stakeholders come la Società Italiana di Nefrologia, le Associazioni dei Pazienti, la Società Italiana di Telemedicina, i medici di base, affinché tali sistemi vengano adottati in modo strutturato e organico a livello nazionale attraverso linee guida chiare per la gestione dei pazienti cronici trattati a domicilio.