169 – Campanelli-Fusetti (AstraZeneca): “Creare programmi specifici per invertire il circolo vizioso della mancanza di dimestichezza sui nuovi farmaci”


L’Associazione Medici Diabetologi ha deciso di creare dei percorsi per identificare i meccanismi determinanti l’inerzia dei diabetologi rispetto alla corretta prescrizione dei farmaci e per far emergere il parziale raggiungimento dei target clinici. Il progetto è supportato da AstraZeneca. Ne abbiamo parlato con Leonardo Campanelli, Marketing Head Diabetes e Bianca Fusetti, Brand Leader Diabetes.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’inerzia terapeutica è uno dei problemi più diffusi tra i diabetologi e consiste nel mancato riadattamento della cura quando questa non risulta efficace. L’approccio del diabetologo è spesso mirato al solo raggiungimento del target glicemico, senza una visione globale delle comorbidità cardiorenali che affliggono purtroppo i pazienti diabetici. Per far fronte a questa situazione AMD (Associazione Medici Diabetologi) ha deciso di creare e innescare dei percorsi di miglioramento per identificare i meccanismi determinanti l’inerzia rispetto alla corretta prescrizione dei farmaci e per far emergere il parziale raggiungimento dei target clinici. Come AstraZeneca abbiamo compreso il valore del progetto e il suo obiettivo sfidante di migliorare l’approccio terapeutico per migliorare la qualità e l’aspettativa di vita dei pazienti diabetici, e abbiamo deciso di supportare il progetto.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Al medico diabetologo territoriale.

Ce lo potete descrivere brevemente?
L’obiettivo è stato identificare i meccanismi determinanti l’inerzia terapeutica rispetto alla corretta prescrizione dei farmaci, al fine di generare percorsi di miglioramento, attraverso una survey nazionale sull’inerzia terapeutica, dei colloqui individuali di analisi dei processi mentali relativi all’inerzia e degli incontri territoriali.

Che risultati avete o volete raggiungere?
È stato pubblicato un articolo su JAMD (The journal of AMD) che ha evidenziato come il diabetologo tenda a massimizzare l’influenza negativa del contesto lavorativo nelle scelte e a valorizzare molto i timori dei pazienti per “giustificare” l’inerzia emersa nella prescrizione/intensificazione della terapia insulinica. I risultati di questo progetto suggeriscono che nell’ambito dell’inerzia esistono barriere mentali di difficile abbattimento, costruite spesso per creare una corazza di certezze e per ridurre lo stress lavorativo, evitando e limitando la relazione col paziente. Le informazioni raccolte hanno inoltre suggerito che potrebbero essere utili quegli interventi atti a innescare un circolo virtuoso che aiuti a creare degli automatismi mentali e aumenti la dimestichezza sull’uso delle nuove terapie.

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?
Organizzare dei meeting informali fra pari, che sono ritenuti più utili della partecipazione ai congressi o della formazione in aula; diffondere fra i diabetologi la consapevolezza che ‘il medico convinto, convince il paziente’; trovare nuove strategie di comunicazione che rendano la relazione medico-paziente più efficace, coinvolgente e persuasiva. Ma anche creare programmi specifici che aiutino a invertire il circolo vizioso della ‘mancanza di dimestichezza e automatismi’ sui nuovi farmaci, dovuta alla poca esperienza di real life personale del medico e diffondere la cultura della ‘fenotipizzazione del paziente’ e della necessità di estrema chiarezza sugli obiettivi terapeutici del medico.

Qual è l’aspetto principale del Marketing&Digital che sarà più importante secondo voi nei prossimi anni?
Il settore dell’healthcare ha caratteristiche particolari e delle regole estremamente precise rispetto ad altri settori. La trasformazione digitale nel settore è, però, negli ultimi mesi, sempre più dirompente e sta trasformando il modo in cui aziende e consumatori entrano in relazione. Sarà sempre più importante conoscere e applicare i nuovi strumenti, le tecnologie digitali come parte integrante delle nostre attività. Sarà importante prioritizzare la creatività e l’innovazione per cogliere le opportunità ma soprattutto poterle metterle in pratica in modo rapido, efficace e rilevante per essere più vicini al paziente.