166 – Pluchinotta-Papi (AstraZeneca): “Nonostante l’impatto clinico dello SC sia riconosciuto esistono ancora lacune nella gestione dei pazienti”

Francesca Pluchinotta
Matteo Papi
Previous
Next

Masterclass Hf Centers of Excellence

Fornire strumenti adeguati ai cardiologi per capire meglio quali sono i bisogni insoddisfatti dei pazienti con scompenso cardiaco. Da questa idea nasce il progetto Masterclass Hf Centers of Excellence realizzato da AstraZeneca. Abbiamo approfondito l’argomento con Francesca Pluchinotta, Medical Lead dell’area Cardiovascolare e Metabolica e Matteo Papi, Medical Head del dipartimento Cardiovascular Renal Metabolic

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
La masterclass nasce dall’idea di supportare i medici che vogliono approfondire le loro conoscenze nel campo dello scompenso cardiaco (SC), fornendo gli strumenti utili per il riconoscimento e la comprensione degli attuali bisogni insoddisfatti nella gestione della patologia. Al centro del progetto è stato messo il paziente con le sue complicanze, le sue fragilità e le sue necessità, e gli incontri si sono focalizzati nel rafforzare la comprensione della fisiopatologia alla base della malattia, nel discutere dove le attuali terapie mediche si inseriscono e nel delineare il percorso clinico ottimale. Il panel di eccellenza è composto dai professori Marco Metra dell’Università di Brescia, Giuseppe Rosano del St George’s Hospitals di Londra e Gianfranco Sinagra dell’Università di Trieste.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Protagonisti indiscussi del progetto sono stati 30 giovani cardiologi italiani, “rising stars”, che hanno partecipato a un corso teorico-pratico interattivo. Per meglio disseminare l’evento, i contenuti chiave sono disponibili online in un corso FAD, aperto ad un’ampia gamma di professionisti sanitari che ruotano intorno al paziente scompensato.

Potreste descrivercelo brevemente?
La masterclass è stata suddivisa in 3 fasi:

  • Prima: Corso teorico-pratico interattivo organizzato in 3 webinar online, ciascuno della durata di 2 giorni. Si è trattato di un evento educazionale completo ed eterogeneo, spaziando dalla statistica medica, all’ideazione ed execution di un trial clinico, fino alla “digital health”, hot topic della scienza applicata;
  • Seconda: i clinici si sono concentrati sulla gestione post dimissione. L’output è stato un documento condiviso in grado di proporre una soluzione per migliorare l’outcome del paziente, specie nella “fase vulnerabile” dei 30 giorni dopo la dimissione.
  • Terza: è ora live un corso online FAD che riassume gli argomenti principali della masterclass ed è aperto a tutti i professionisti che collaborano con il cardiologo (diabetologi, nefrologi, medici di famiglia).

Che risultati avete o volete raggiungere?
Il progetto ci ha aiutato a raggiungere 3 obiettivi:

Fornire un’opportunità di formazione ai giovani medici cardiologi interessati a migliorare le loro conoscenze e competenze nel campo dello SC, stilando un documento condiviso, utile alla gestione clinica;

Fornire strumenti di ricerca per leggere criticamente i dati degli studi clinici e comprendere il contesto clinico dei trial;

Favorire la creazione di una rete di clinici motivati per futuri progetti di collaborazione.

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?
Nonostante l’impatto clinico dello SC sia riconosciuto, esistono ancora lacune nella gestione dei pazienti in termini di opportunità di trattamento e di follow-up, di standardizzazione delle cure e di monitoraggio dei pazienti, specie attraverso soluzioni digitali e di tele-consulto.

All’interno di questa area terapeutica, come si evolveranno le collaborazioni scientifiche nei prossimi anni?
La struttura della Masterclass HF CoE, offre alla comunità cardiologica un’importante occasione di networking, che è alla base del confronto produttivo tra specialisti, di arricchimento scientifico e di progetti di ricerca clinica di successo. Siamo fortemente convinti che iniziative come quella presentata, potranno rappresentare un momento unico nella formazione del cardiologo moderno, perché giusto mix tra aggiornamento teorico di altissimo livello, lasciando però ampio spazio ad approfondimenti pratici ed elementi chiave di ricerca clinica.