165 – Frattini (Fondazione Roche): “Enormi potenzialità nel volontariato di competenza come evoluzione del volontariato di impresa”

Francesco Frattini

Fondazione Roche per i Pazienti

Un bando in favore del terzo settore ed in particolare degli Enti che si occupano di progetti socio-assistenziali in oncologia, ematologia oncologica, malattie rare, neuroscienze e nell’Immunologia. È Il Bando di “Fondazione Roche per i Pazienti”. A parlarcene è Francesco Frattini, Segretario Generale di Fondazione Roche

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’idea di questo progetto si inserisce nel più ampio programma “La Roche che vorrei” attraverso il quale il socio fondatore vuole garantire la massima trasparenza nell’interazione e nella collaborazione con la classe medica, le strutture ospedaliere, gli enti di ricerca, le associazioni di pazienti, il mondo scientifico e dell’associazionismo attraverso un approccio meritocratico. Il Bando di “Fondazione Roche per i Pazienti” nasce dall’intenzione di generare valore condiviso nella società, mettendo in pratica un concetto moderno di fondazione di impresa, che non si limita a stanziare risorse economiche nel settore sociale, ma che, promuovendo progetti di valore, pone al centro del proprio impegno la tutela dei diritti del cittadino, della persona a 360° e dei suoi bisogni di salute. Il primo progetto risale al 2018 con un bando dedicato esclusivamente all’emofilia. Nell’anno successivo è stata estesa l’area di intervento a tutte le malattie rare, fino ad arrivare ad un più ampio sostegno ai progetti di associazioni pazienti afferenti a diverse aree terapeutiche, tanto da dedicare nel 2020 attraverso questa iniziativa l’80% delle risorse messe a disposizione delle associazioni considerando sia il sostegno di Roche che della Fondazione.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il Bando si rivolge ad Enti del terzo settore che svolgono progetti socio-assistenziali per pazienti e caregiver in Oncologia ed Ematologia Oncologica, nelle Malattie Rare, nelle Neuroscienze e in Immunologia.

Potrebbe descrivercelo brevemente?
Il Bando “Fondazione Roche per i Pazienti” è nato a sostegno di progetti volti a migliorare la qualità della vita e la gestione della patologia per i pazienti e per chi se ne prende cura, presentati da Associazioni Pazienti e realtà no-profit operanti sul territorio che hanno come obiettivo quello di rispondere ai bisogni di persone che affrontano percorsi di cura. In una fase storica in cui il ruolo delle Associazioni Pazienti è ancora più rilevante per la ripresa del Paese, Fondazione Roche ha voluto supportare queste realtà finanziando 30 progetti per la realizzazione di servizi e attività dedicati alle persone che affrontano o hanno affrontato un percorso di cura nelle aree Oncologia ed Ematologia Oncologica, Malattie Rare, Neuroscienze e Immunologia. L’imponente sostegno economico messo a disposizione da Fondazione Roche, pari a 600.000 euro, è stato equamente diviso tra le tre aree terapeutiche, ossia per ciascuna sono stati finanziati 10 progetti. A testimonianza dell’impegno annunciato con il programma “La Roche che vorrei”, la valutazione dei progetti è stata affidata a Fondazione Sodalitas in qualità di partner esterno con cui Fondazione Roche collabora fin dalla sua nascita.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Sono stati candidati oltre 120 progetti provenienti da enti del terzo settore. I 30 progetti vincitori, provengono da Enti di tutta Italia. In un anno in cui le risorse per il terzo settore erano limitate, Fondazione Roche si è prodigata per trovare le risorse e permettere la realizzazione di questa edizione del bando, segnale che crediamo molto nel loro ruolo, soprattutto in questa difficile fase di ripresa.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Nel Bando abbiamo esplicitamente favorito la collaborazione tra diversi enti per svolgere dei progetti di valore per la comunità. Ci siamo accorti che c’è ancora tanto da fare per far crescere la collaborazione, sia tra associazioni, sia a livello pubblico-privato. Per il futuro continueremo ad impegnarci a sostenere le associazioni nello sviluppo di progetti sempre più in collaborazione con il pubblico.

Qual è l’aspetto principale del Corporate Social Responsibility che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Come Fondazione di impresa, abbiamo da sempre pensato al nostro ruolo come ad un’evoluzione della mera filantropia, interpretando la CSR come una strategia che mira alla creazione di valore condiviso. Ma proprio perché si tratta di valore – come dice la parola stessa – CONdiviso, la generazione di questo valore presuppone una fattiva collaborazione sia tra Fondazioni d’impresa, basata sullo scambio di know-how e risorse non solo finanziarie ma soprattutto umane per il raggiungimento di obiettivi comuni, sia con il pubblico. Un esempio di declinazione pratica di possibili collaborazioni si evince dalle enormi potenzialità nello sviluppo di iniziative rivolte al volontariato di competenza come evoluzione del volontariato di impresa.