149 – Pesce-Giorgi (Novartis): “Aiutare i pazienti ed accelerare il loro percorso verso la terapia migliore rafforzando il legame ospedale-territorio”

Antonio Pesce
Giancarlo Giorgi
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Un progetto di formazione dedicato a medici di medicina generale e farmacisti per fornire loro i migliori strumenti per supportare il paziente con orticaria cronica spontanea. È “CSU open day”, realizzato da Novartis. Ne abbiamo parlato con Antonio Pesce, Brand Manager all’interno del Team Marketing della franchise “Respiratory & Allergy” di Novartis e Giancarlo Giorgi, parte del Team Customer Marketing della franchise Respiratory & Allergy

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’idea è nata subito dopo lo scoppio della pandemia. Fin da subito ci siamo resi conto che i pazienti avevano difficoltà e timore ad accedere alle strutture ospedaliere. Quindi abbiamo pensato di portare lo specialista in un luogo “sicuro” e a portata di mano. Insomma: “Se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna”. C’era stato qualche pilota in altre franchise, la FLM di Roma ha scommesso sul progetto in area orticaria e da lì sono state coinvolte tutte le figure della matrice aziendale per ottimizzare ogni dettaglio e creare un progetto di successo.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto si rivolge a tutti i pazienti che soffrono di orticaria cronica spontanea (CSU) che non sono riusciti a trovare la strada giusta per poter gestire la propria patologia. Ma anche a medici di base e farmacisti che in questo modo possono aumentare le loro conoscenze e la loro consapevolezza su una patologia importante, con un impatto drammatico sulla vita dei pazienti, troppo spesso sottovalutato.

Potreste descrivercelo brevemente?
CSU open day è un progetto che parte dalla formazione dei farmacisti e MMG da parte del Team Embrace, con lo scopo di fornire loro gli strumenti necessari per informare e individuare i pazienti che soffrono di CSU. In pratica, i pazienti ricevono un primo screening da parte del farmacista e/o MMG che li assiste poi nella prenotazione di un consulto specialistico che si terrà direttamente in farmacia o nel poliambulatorio. Il paziente ha la possibilità di ricevere informazioni direttamente dallo specialista del centro di riferimento per la CSU della propria zona, riguardo aspetti della patologia e percorsi terapeutici.

Che risultati avete o volete raggiungere?
La stretta collaborazione cross funzionale ha reso possibile ottenere eccezionali risultati, visibili già nel breve periodo: 34 eventi svolti e ben 40 pianificati nel corso di tutto l’anno. In totale i pazienti coinvolti sono stati più di 150, e siamo solo all’inizio. Ma il risultato più grande è sicuramenti quello di aver creato un forte network tra figure specialistiche diverse come farmacista, dermatologo, allergologo e medico di famiglia realizzando la nostra vision di “reimagine medicine”. 

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?
Siamo ancora all’inizio del percorso, ma stiamo andando nella direzione giusta! Dobbiamo continuare a supportare più pazienti possibile per garantire loro il migliore trattamento presso un centro all’avanguardia. Bisogna educare i pazienti a non arrendersi alla propria patologia, ma continuare a cercare la soluzione giusta. C’è sempre tanto da fare, i pazienti spesso soffrono in silenzio e talvolta si vergognano di una patologia di così forte impatto estetico/emotivo. Fornire le giuste informazioni a più attori possibile potrà aumentare le possibilità per i pazienti di trovare il giusto percorso per risolvere il loro problema.

Come si evolveranno in futuro gli Stand Alone e gli eventi non ECM?
Speriamo che gli eventi non ECM possano essere sempre più “patient oriented”. Bisogna aiutare i pazienti ed accelerare il loro percorso verso la terapia migliore e, per farlo, è fondamentale rafforzare il legame ospedale-Territorio. Saranno sempre più orientati ai servizi, vogliamo diventare partner dei nostri caregiver per l’interesse comune di trovare soluzioni per i pazienti.