148 – Team Gedeon Richter: “L’approccio multicanale è indispensabile per accorciare sempre di più le distanze tra ginecologi e tra ginecologi e pazienti”


Creare un momento di confronto tra specialisti per mettere a fuoco gli orientamenti dei clinici sulla gestione dei fibromi uterini. Tra luglio 2018 e giugno 2019, Gedeon Richter ha dunque lanciato un progetto ad ampio respiro a livello locale e nazionale: Cross Contamination Project – Cro.Co. L’iniziativa è stata realizzata da BVA DoxaPharma, agenzia internazionale di ricerche di mercato e sociodemografiche con expertise specifica in ambito sanità e farmaceutico. Ne abbiamo parlato con Viviana Santoro, Product Manager di Gedeon Richter, che ha coordinato le diverse attività in collaborazione con BVA DoxaPharma e con le diverse funzioni aziendali coinvolte: la direzione medica e la field force (42 informatori scientifici + 4 Area Managers) che ha facilitato la partecipazione ai workshops sul territorio.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
La vision di Gedeon Richter è di affermarsi come partner affidabile al fianco del ginecologo per offrire alle donne soluzioni terapeutiche di alta qualità, dalla contraccezione alla menopausa, al trattamento di problematiche importanti come l’endometriosi e i fibromi uterini. Benché tumori benigni, i fibromi causano sintomi debilitanti che impattano notevolmente sulla qualità di vita delle donne e sulla loro fertilità. Nel nostro Paese le donne affette da fibroma uterino sono circa 3 milioni. Quello dei fibromi uterini è un tema quotidiano per la maggior parte dei ginecologi e nel 2018 la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) ha redatto le Raccomandazione per la diagnosi e il trattamento dei fibromi uterini. Tuttavia, la persistenza di disomogeneità nella gestione della paziente e della patologia, ha fatto nascere quest’iniziativa che mette a confronto su questo tema gli specialisti su tutto il territorio nazionale.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto ha coinvolto 298 ginecologi con esperienza e prassi differenti nella gestione delle donne affette da fibromi uterini, in modo da istituire un confronto eterogeneo e fertile.

Ce lo può descrivere brevemente?
Il taglio dell’iniziativa è stato quello di una ricerca di mercato con obiettivi ben precisi: mettere a fuoco gli orientamenti dei clinici riguardo il trattamento delle pazienti con fibroma uterino, favorire occasioni di scambio e confronto tra ginecologi condividendo best practice ed esperienze reali, raccogliere dati aggiornati sulla realtà clinica italiana. Il progetto è nato a luglio 2018 e si è concluso a giugno 2019. Ha previsto diverse attività concentrate in 3 principali fasi sviluppate attraverso canali differenti, face to face e digital:

  • Fase preliminare che ha visto coinvolti tutti i nostri Informatori Scientifici. È stato organizzato un evento formativo propedeutico sull’ascolto attivo.
  • Giro d’Italia: 39 workshops residenziali in 34 città di 15 regioni italiane. I workshop sono stati organizzati da BVA DoxaPharma e sono stati strutturati in tre fasi distinte e complementari: discussione iniziale sullo scenario attuale, condivisione di esperienze reali e best practice tramite l’utilizzo di una piattaforma digitale online, raccolta feedback finale per valutare l’esperienza svolta.
  • Condivisione: a conclusione del progetto, è stata colta l’opportunità per restituire alcuni dati ai partecipanti, come report dei principali trend emersi e come ricordo dell’iniziativa realizzata. Il report è stato inviato in formato digitale da BVA DoxaPharma tramite e-mail.

Inoltre, a Dicembre 2019 BVA DoxaPharma ha realizzato un comunicato stampa che ha permesso di diffondere le informazioni raccolte presso le principali testate in ambito farmaceutico e salute.

Che risultati avete o volete raggiungere?
La portata innovativa dell’iniziativa si è riscontrata soprattutto nell’aver coinvolto molti clinici favorendo lo scambio di conoscenze ed esperienze e la creazione di network fra colleghi. È valso molto per i ginecologi poter condividere esperienze pratiche sul territorio con altri specialisti limitrofi, al fine di aumentare il proprio bagaglio informativo sulla gestione delle donne affette da fibroma uterino. I risultati dell’iniziativa sono stati molto positivi: 39 workshop in 34 città di 15 regioni italiane, per un totale di 298 ginecologi coinvolti. Sono state condivise 186 esperienze cliniche reali di donne affette da fibromi uterini di cui 62 casi riguardavano donne di età inferiore ai 46 anni. In dettaglio, dagli incontri organizzati tra ginecologi, sono emersi due macrotrend: l’approccio più attento alla qualità della vita, al benessere della donna e alle esigenze specifiche delle pazienti e la tendenza alla conservazione dell’utero anche in assenza di un desiderio immediato di gravidanza.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Bisogna continuare a favorire e a supportare lo scambio di esperienze e best practice tra clinici soprattutto quando fa emergere maggiore attenzione a temi importanti quali la qualità di vita, il benessere delle donne, la preservazione della fertilità. Gedeon Richter continua a focalizzarsi sulla salute della donna, con l’obiettivo di mettere a disposizione di medici e pazienti nuove soluzioni, come la nuova terapia farmacologica con il principio attivo relugolix per le donne affette da fibromi uterini ed endometriosi.

Qual è l’aspetto principale del Marketing&Digital che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
I feedback positivi ricevuti su questa iniziativa ci hanno confermato che per i clinici è importante lo scambio di opinioni ed esperienze. Alla luce della situazione attuale che sta spostando la comunicazione verso il digitale, crediamo fortemente che l’implementazione di attività su diversi canali possa favorire e aumentare lo scambio di informazioni ed esperienze tra i medici. L’approccio multicanale diventa, quindi, uno strumento ancor più efficace per procedere ad accorciare sempre di più le distanze tra ginecologi e tra ginecologi e pazienti.