147 – Team 3M: “Lavoriamo per l’ottimizzazione delle cure con conseguente impatto positivo sul percorso oncologico del paziente”

 

Essere a fianco del paziente oncologico e oncoematologico per creare dei percorsi di cura a supporto del paziente e per incentivare la cooperazione tra ospedale e territorio. Da questa presupposto prende vita il progetto ADD MORE LIFE EVERY DAY di 3M. Ne abbiamo parlato con il team di progetto composto da Elisabetta Pasotti, Market Access, Fabio Sorrenti Market Access, Paolo Capelli Market Access Manager EMEA, Monica Perini Divisional Marketer, Luca Signorelli Sales Manager, Michela Molesini Product Specialist, Debora Draghi Account Specialist, squadra composta da diverse figure professionali con diverse competenze che, citando il celebre film “il sapore della vittoria” ama definirsi una “squadra perfetta”.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Intercettando i bisogni non soddisfatti di operatori e pazienti, proponendo un modello organizzativo integrato ospedale-territorio che garantisca continuità e affidabilità delle cure nelle migliori condizioni di confort. Mettendo al centro di un percorso ben definito il paziente oncoematologico, per migliorare il più possibile la sua convivenza con la malattia e ottimizzando i costi derivanti dall’erogazione delle prestazioni.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto vede sicuramente protagonista il paziente oncologico, ma si rivolge anche a medici e infermieri ospedalieri e territoriali, ai caregiver e alle associazioni pazienti o onlus di categoria. In particolar modo, riguarda un rinnovato ingaggio dei medici di medicina generale (MMG), con un impatto anche su farmacisti e payer.

Potreste descrivercelo brevemente?
Il progetto prevede di affiancare il team care e le Onlus attive sul territorio regionale in ambito oncoematologico, identificando i pazienti candidabili a ricevere le prestazioni assistenziali al proprio domicilio. Verrà attivato un servizio di telemedicina disponibile H/24, che servirà a monitorare costantemente le condizioni di salute del paziente. Il caregiver, correttamente formato, rileverà i parametri vitali che saranno elaborati e resi visibili al team care tramite il sistema di monitoraggio. La sinergia tra formazione del caregiver, il riconoscimento del ruolo centrale del MMG e il telemonitoraggio, costituirà la squadra perfetta che contribuirà a diminuire gli accessi inappropriati all’ospedale e quindi: ADD MORE LIFE EVERY DAY.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Ottimizzazione delle cure con conseguente impatto positivo sul percorso oncologico e sugli outcomes del paziente. Possibilità di monitoraggio continuo dello stato di salute del paziente con conseguente riduzione degli spostamenti e limitazione del sovraffollamento dei DH e altre strutture ospedaliere (es. PS), diminuendo il rischio di insorgenza di ICA. Riduzione dei costi diretti (es. prestazioni ambulatoriali) e indiretti (es. improduttività del paziente/caregiver). Favorire il dialogo e la condivisione di informazioni tra i diversi attori per una maggior tutela del paziente. Uniformità delle cure, erogate secondo indicatori di efficacia ed efficienza (es. miglior rotazione delle poltrone infusionali) per garantire equità e non ridondanza delle cure più appropriate secondo le migliori evidenze.

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?
Fare cultura sulla continuità tra ospedale e territorio, favorendo la realizzazione di reti di supporto e la condivisione di protocolli e best practice. Cercare la collaborazione con istituzioni e aziende per offrire soluzioni integrate.

Qual è l’aspetto principale del Patient&Advocacy che sarà più importante secondo voi nei prossimi anni?
Le Associazioni Pazienti hanno oggi di fatto un ruolo attivo e responsabile sia nella gestione della malattia che nei processi decisionali, ben conoscendo il ruolo del paziente all’interno del percorso di cura. L’obiettivo dei prossimi anni dovrebbe favorire sempre di più l’integrazione tra le Associazioni Pazienti e il Servizio Sanitario Nazionale, coinvolgendo il paziente nella ricerca scientifica. La partecipazione delle Associazioni nell’orientare la politica sanitaria daranno alla Patient Advocacy un ruolo sempre più importante nel prossimo futuro, riuscendo ad incidere nelle scelte di politica sanitaria.

 

“Io non dico che sono perfetto perché non lo sono e mai lo sarò, come nessuno di noi, ma abbiamo vinto ogni partita che abbiamo giocato fino ad oggi. Questa squadra perciò è perfetta”. Dal film Il sapore della vittoria – Uniti si vince