146 – Piloni (AstraZeneca): “I pazienti diventano protagonisti indiscussi della propria salute e le aziende hanno l’opportunità e il dovere di affiancarli”


Fare la differenza in Immuno-Oncologia, mettendo il paziente al centro. È questa l’idea alla base del progetto IMPACT On Stage III NSCLC di AstraZeneca, reso realtà grazie al lavoro di un team cross-funzionale aziendale in cui professionalità ed esperienze diverse si sono unite e contaminate con un unico grande obiettivo. Ne abbiamo parlato con Gaia Benedetta Piloni, Head of Franchise Sales & Marketing Immuno-Oncology in AstraZeneca.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto e a chi si rivolge?
IMPACT On Stage III
NSCLC è un progetto dedicato a tutte le persone affette da tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) in stadio III di malattia. Osservando la realtà sanitaria italiana ci siamo resi conto che sono numerose le difficoltà che un paziente affetto da tale patologia può incontrare lungo il proprio percorso di cura: da problematiche di tipo logistico-organizzativo, come l’assenza dell’Unità di Radioterapia all’interno del Centro Clinico di riferimento, alla mancanza di un adeguato supporto psicologico ed emotivo, a difficoltà legate alla gestione della terapia e degli effetti collaterali correlati al trattamento. Da qui l’idea di un programma che potesse supportare il paziente fornendo gratuitamente una serie di servizi utili per agevolare la gestione quotidiana della patologia.

Ce lo può descrivere brevemente?
IMPACT On Stage III NSCLC
è un programma di supporto completamente gratuito costituito da due moduli: il primo si chiama IMPACT CRT ed è dedicato ai pazienti in trattamento con chemioradioterapia; IMPACT IO è invece dedicato a quelli avviati ad una terapia con il farmaco immunoterapico durvalumab.
Aderendo al programma si ha la possibilità di:

  • usufruire di un servizio di trasporto personalizzato che semplifica gli spostamenti tra il domicilio e i Centri Clinici dove si effettua il trattamento;
  • avvalersi, attraverso canali diversificati in funzione delle preferenze del paziente (chiamata, e-mail, chat), del supporto di personale infermieristico specializzato per reperire informazioni utili sulla patologia e il trattamento, o volte a prevenire l’insorgenza di potenziali effetti collaterali;
  • ricevere supporto domiciliare da parte di un fisioterapista respiratorio durante il trattamento con chemioradioterapia per ottimizzare la funzione respiratoria e la performance fisica, migliorando il benessere fisico, psicologico e relazionale.

Il Programma supporta inoltre il medico specialista di riferimento fornendo continui aggiornamenti sull’andamento del paziente e occupandosi, ove necessario, della prenotazione delle sedute di Radioterapia.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Il programma, attivo da giugno 2019, coinvolge ad oggi 13 Centri Clinici collocati in diverse regioni d’Italia e che risultano essere Centri chiave per la cura delle patologie oncologiche polmonari. L’obiettivo per il 2020 è quello di aumentare la capillarità del servizio sul territorio nazionale ampliando il più possibile il numero di persone che possono usufruirne.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Crediamo fermamente che sia necessario un ascolto sempre più empatico e attento dei bisogni dei pazienti, dei loro caregivers, dei medici curanti. Stiamo infatti svolgendo ricerche di mercato ad hoc e attività di media social listening per implementare servizi che siano sempre più mirati alle esigenze emerse. Mettere il paziente al centro per noi significa proprio questo: ascoltare e cercare di offrire rapidamente risposte utili e concrete. IMPACT On Stage III è un primo passo importante, ma la strada da percorrere è ancora lunga.

Qual è l’aspetto principale del Marketing&Digital che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Oggi stiamo assistendo ad un grande cambiamento nella modalità in cui le persone accedono alle notizie e le elaborano, e ciò è dovuto alla quantità sempre maggiore di informazioni disponibili e alla facilità con cui queste possono essere da tutti reperite attraverso l’uso di strumenti digitali. Anche i pazienti ed i loro caregivers, dunque, hanno il potere di svolgere un ruolo sempre più attivo all’interno del percorso di cura: sono più consapevoli, interessati e autonomi nel ricercare e ottenere informazioni riguardanti la propria salute o quella dei loro cari. In un contesto di trasformazione digitale, il patient empowerment rappresenta un’opportunità per le aziende impegnate nel settore della salute con molti benefici per il paziente stesso e le figure ad esso più vicine: dalla telemedicina all’accesso in mobilità a tutte le informazioni sanitarie, dal controllo da remoto della propria salute alla possibilità di disporre di strumenti di supporto per una maggior aderenza alla terapia. I pazienti diventano protagonisti indiscussi della propria salute e le aziende hanno l’opportunità e il dovere di affiancarli fornendo servizi che ne migliorino il percorso di cura e l’esito clinico, così come strumenti di supporto specifici e mirati per chi cammina quotidianamente al loro fianco.