143 – Lasagna (GSK): “Prendendo spunto da quanto abbiamo imparato dalla pandemia è il momento di rendere più efficienti e capillari i piani vaccinali”

Barbara Lasagna

Vaccino ricombinante adiuvato contro l’Herpes Zoster

Un nuovo vaccino ricombinante adiuvato contro l’Herpes Zoster che può essere somministrato alle persone immunocompromesse, cioè a coloro che fino ad aggi non avevano la possibilità di fare il vaccino. A realizzarlo è GSK e ne abbiamo parlato con Barbara Lasagna, Business Unit Head Vaccines

Qual è l’impegno della sua azienda in questa area terapeutica?
GSK è ai vertici mondiali per ricerca, sviluppo e commercializzazione dei vaccini grazie anche al polo senese, dotato di un centro ricerche e di uno stabilimento all’avanguardia. In 100 anni, ha scoperto e sviluppato vaccini rivoluzionari come quelli contro pertosse e meningite e oggi vi ha trovato spazio anche il nuovo vaccino ricombinante adiuvato contro l’herpes zoster (HZ) che, dallo stabilimento di Rosia, viene distribuito in Italia, Stati Uniti, Germania, Canada, Australia, Spagna e Regno Unito. E prossimamente in Nuova Zelanda, Svizzera, Singapore, Irlanda, Portogallo, India, Arabia Saudita, Corea del Sud, Brasile. In soli 12 mesi, con un investimento di 5 milioni di euro, è stato possibile avviare una linea di produzione caratterizzata dalle tecnologie più avanzate e con la possibilità di produrre sia confezioni singole sia da 10 vaccini di questo nuovo vaccino.

A chi si rivolge il vostro prodotto?
Ad oggi la vaccinazione contro l’herpes zoster è raccomandata ed offerta gratuitamente come LEA ai 65enni e agli ultra cinquantenni con presenza di patologie quali diabete mellito, patologia cardiovascolare e BPCO, o candidati al trattamento con terapia immunosoppressiva, fattori che aumentano il rischio di sviluppare HZ o ne aggravano il quadro sintomatologico. Adottare questa innovazione in Italia significa poter finalmente offrire a tutti i cittadini che ne hanno diritto una protezione efficace e senza precedenti contro HZ. Il nostro vaccino è infatti indicato in tutte le popolazioni per le quali l’attuale Piano Nazionale di Prevenzione Vaccinale (PNPV) raccomanda la vaccinazione contro l’herpes zoster, dimostrando un’efficacia complessiva superiore al 90% in tutti i soggetti di età ≥50 anni senza mostrare cali significativi con l’avanzare dell’età (nei soggetti di età compresa tra 60 e 69 anni l’efficacia è del 97,4%) e un dimostrato profilo di sicurezza e tollerabilità anche nei soggetti immunocompromessi.

Perché ritiene sia innovativo?
Il vaccino ricombinante adiuvato è stato specificatamente sviluppato per contrastare il declino immunitario associato all’età. Combinando l’antigene glicoproteina E del virus della varicella zoster (VZV) con il sistema adiuvante AS01B, il vaccino induce risposte immunitarie cellulari e umorali specifiche all’antigene. Questo meccanismo determina un’elevata efficacia che arriva fino al 97 per cento e consente di proteggere in sicurezza pazienti che per età o altri motivi presentano un decadimento marcato della risposta immunitaria restando così più esposti alla malattia.

Che risultati avete o volete raggiungere?
In altri paesi il vaccino è entrato nel mercato privato mentre noi lo abbiamo messo a disposizione del Servizio Sanitario Nazionale in modo che fosse destinato prioritariamente ai soggetti che ne possono beneficiare di più e che sono inseriti come coorti gratuite all’interno del PNPV. Per garantire la protezione contro HZ a tutti i soggetti che sono eleggibili alla vaccinazione e che ne hanno diritto daremo, inoltre, priorità alle richieste per i soggetti di età pari o superiore a 18 anni ad aumentato rischio di HZ che ancora ad oggi non sono riconosciuti come coorte specifica all’interno del PNPV, ma che sono inclusi nella recente estensione di indicazione del nostro vaccino.

Quali ritiene siano gli unmet needs di questa area terapeutica?
Nell’ambito della vaccinazione ci sono ancora spazi di miglioramento: in pediatria per meningite, rotavirus e immunizzazione materna; nell’adulto sono persino più ampi perché si vive più a lungo e con l’aspettativa di una vita attiva e di qualità, nel lavoro e nei rapporti sociali. È il momento giusto per aumentare le protezioni offerte a tutti, prendendo spunto da quanto abbiamo imparato dalla pandemia e rendendo più efficienti e capillari i piani vaccinali, attraverso i potenziati centri di igiene pubblica, i medici di famiglia e i farmacisti.