138 – Frattini (Fondazione Roche): “Ricerca e accesso alle migliori cure disponibili hanno ormai un legame indissolubile”


Sottolineare l’importanza della ricerca clinica indipendente italiana quale generatore di valore economico e scientifico. Da questo assunto fondamentale è nata la collaborazione tra Fondazione FADOI e Fondazione Roche che ha portato alla stesura del primo “Libro Bianco sulla Ricerca Indipendente: dalle fonti di finanziamento al valore etico e sociale”. Del significato della ricerca scientifica abbiamo parlato con Francesco Frattini, Segretario Generale di Fondazione Roche. Coordinati da Gualberto Gussoni della Fondazione FADOI, hanno partecipato alla stesura del Libro Bianco Agostino Migone de Amicis, Comitato Etico IRCCS “Humanitas”, Rozzano, Gilberto Corbellini, Università Sapienza di Roma, Roberto Labianca, Ospedale Papa Giovanni XXIII, Bergamo, Salvatore Majorana, Kilometro Rosso, Cristina Messa, Università “Bicocca”, Milano, Carlo Nicora, IRCCS Policlinico “San Matteo”, Pavia, Giorgio Racagni, Università degli Studi di Milano e SIF, Ennio Tasciotti, Houston Methodist, Houston,Texas, Carlo Petrini, Istituto Superiore di Sanità ed il team di Clinical Operations di Roche con Simona Re e Sergio Scaccabarozzi, il team Communications con Chiara Travagin e Benedetta Nicastro e Government Affairs con Sara Vinciguerra.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
La ricerca clinica rappresenta un asset strategico per il nostro Paese e ha un valore economico, sociale ed etico per i cittadini, per il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e per l’intero Sistema. Tuttavia, il numero delle sperimentazioni cliniche indipendenti in Italia si è ridotto del 50% negli ultimi 8 anni. Il paradosso italiano è che si riducono i finanziamenti alla ricerca, ma aumenta la produzione. Le difficoltà della ricerca possono derivare dalla carenza di risorse/investimenti e da determinanti di attrattività (disponibilità di tempo dei ricercatori, strutture professionali dedicate, presenza di network organizzati, infrastrutture tecnologiche/database, rapidità e costi autorizzazioni). Infine, esiste un problema di riferimenti normativi. Le legge Lorenzin dell’11 gennaio 2018 rappresenta una sfida e un’opportunità in quanto contiene molti aspetti che il mondo della ricerca ha posto all’attenzione del mondo politico e delle Istituzioni, tra i quali il tema del conflitto di interessi e della proprietà, utilizzo e protezione dei dati. Per affrontare questi temi con un approccio propositivo e costruttivo per il Sistema, Fondazione FADOI e Fondazione Roche hanno promosso un tavolo di lavoro tra rappresentanti del mondo scientifico, clinico, accademico nazionale e internazionale che ha dato origine alla pubblicazione e diffusione del primo “Libro Bianco sulla Ricerca Indipendente: dalle fonti di finanziamento al valore etico e sociale”. Obiettivo: sottolineare il valore della ricerca clinica indipendente per il Sistema Paese, e le prospettive di sviluppo anche in contesti internazionali e porre l’attenzione sul tema della gestione trasparente e libera da pregiudizi dei conflitti di interessi.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il Progetto si rivolge a tutto il mondo della ricerca clinica in Italia e alle Istituzioni, di natura tecnica e/o politica, che prendono decisioni in materia di finanziamenti, normative e regolamentazioni su questo tema.

Ce lo può descrivere brevemente?
Si tratta di un percorso per la definizione di un piano programmatico che possa coagulare una moltitudine di soggetti – istituzioni e payer, media, operatori sanitari e cittadini – attorno ad una visione proposta da soggetti scientifici che consenta di generare una reale consapevolezza sul ruolo attuale e soprattutto sul ruolo prospettico della ricerca clinica italiana. Abbiamo creato un board di alto profilo per definire le priorità per lo sviluppo della ricerca clinica italiana, dal quale è nato il Libro Bianco. Dalla sua pubblicazione il gruppo di lavoro si è impegnato per sensibilizzare il mondo istituzionale sull’importanza della ricerca clinica italiana quale generatore di valore economico e scientifico.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Questo lavoro è stato riconosciuto dalle Istituzioni, dal Ministero della Salute all’Istituto Superiore di Sanità, con l’impegno di portare avanti questi temi all’interno dell’esecutivo. Nel frattempo l’emergenza sanitaria da Covid-19 ha ancor più evidenziato l’urgenza di intervenire. Continuiamo quindi a lavorare per una maggiore consapevolezza dell’importanza per il sistema salute di indirizzare risorse (economiche ed umane) adeguate alla ricerca. Questa esperienza sta facendo emergere in maniera evidente e chiara che è possibile fare ricerca innovativa e di alto rigore scientifico semplificando e non appesantendo con ulteriori vincoli e restrizioni, e anche che il nostro Paese può giocare un importante ruolo nel mondo della ricerca che verrà. Ora ci impegneremo perché non si torni indietro.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
La ricerca non va vista come un interesse personale del clinico e basato sulla buona volontà di chi è coinvolto, ma deve essere considerata un compito primario di tutte le strutture che prendano in carico pazienti con patologie gravi. L’intreccio con l’assistenza clinica va considerato come un valore aggiunto e si deve realizzare anche mediante l’impegno di figure professionali adeguatamente formate e attraverso una verifica puntuale dei risultati raggiunti e delle problematiche affrontate.

Qual è l’aspetto principale del Market Access che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Ricerca e accesso alle migliori cure disponibili è ormai un legame indissolubile. Come si sta dimostrando durante l’attuale emergenza pandemica, pensiamo agli studi su terapie per infezione da Covid-19, la collaborazione tra privato e il pubblico sarà la chiave per la gestione del Sistema Salute, anche sostenuta da una semplificazione dei processi ormai irrinunciabile. L’interazione precoce fra realtà pubbliche e private ha il vantaggio di creare un sistema di conoscenza e fiducia reciproca e di promuovere una dinamica di mutuale beneficio a vantaggio del cittadino e del Paese.