135 – Team Roche: “Collaborazione con i clinici fondamentale per strutturare i trial clinici più opportuni”


Offrire a pazienti affetti da microcitoma in stadio esteso, tumore del polmone dalla prognosi infausta, l’accesso accelerato prima dell’effettivo rimborso ad un’opzione terapeutica innovativa: atezolizumab in associazione a chemioterapia. Questo l’obiettivo dello studio clinico locale di fase IIIB MAURIS, supportato da Roche. Ne abbiamo parlato con Walter Dicorato, Lung Medical Leader, parte del team composto anche da Enrica Gamba, Medical Manager e Cristina Di Pisa, Country Study Manager.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Lo studio MAURIS è stato disegnato a livello locale in seguito alla pubblicazione dei risultati dello studio di fase III IMpower133. Il concept dello studio è stato co-creato con i massimi esperti locali nel trattamento del microcitoma. La finalità è di offrire a pazienti affetti da microcitoma in stadio esteso, malattia aggressiva e con prognosi infausta, l’accesso accelerato ad un’opzione terapeutica innovativa prima dell’effettivo rimborso, oltre a raccogliere dati di safety sulla schedula di trattamento nella popolazione di pratica clinica

A chi si rivolge il vostro progetto?
Lo studio è rivolto a pazienti con microcitoma in stadio esteso, che rappresenta una forma di tumore al polmone particolarmente aggressiva e con scarsa prognosi, per il quale negli ultimi venti anni le opzioni terapeutiche disponibili garantivano risultati modesti; i pazienti che potevano essere arruolati nello studio, attivo in 25 centri in Italia, avevano caratteristiche di pratica clinica.

Ce lo può descrivere brevemente?
MAURIS è uno studio clinico locale di fase IIIB a singolo braccio, in cui pazienti con ES-SCLC naive a trattamenti sistemici per questo tumore e con ECOG PS 0-2 venivano arruolati per ricevere 4 cicli di atezolizumab+carboplatino+etoposide, seguiti da un mantenimento con atezolizumab fino a progressione di malattia o tossicità inaccettabile. Obiettivo primario dello studio è la safety, mentre i secondari sono OS, PFS, DOR, ORR

Che risultati avete o volete raggiungere?
Lo studio fornirà importanti informazioni sulla safety e sull’efficacia della schedula di trattamento utilizzata in pazienti con caratteristiche di pratica clinica, estendendo i dati già forniti dallo studio registrativo IMpower133. Inoltre i pazienti inclusi nel trial potranno accedere in modo accelerato ad una terapia valida e innovativa con atezolizumab, un farmaco immunoterapico, associato alla chemioterapia, che supera i risultati ottenuti con la sola chemioterapia.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Il micorcitoma rimane un tumore aggressivo in cui l’esigenza di sviluppare nuovi approcci terapeutici e migliorare l’outcome dei pazienti è molto elevato. Roche sta sviluppando nuove combinazioni di due farmaci immunoterapici (atezolizumab e tiragolumab) più la chemioterapia standard che hanno il potenziale di migliorare ulteriormente il beneficio clinico in pazienti affetti da ES-SCLC.

Qual è l’aspetto principale della Scientific Collaboration che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
La collaborazione con i clinici di riferimento nelle diverse aree terapeutiche sarà sempre di più un passaggio fondamentale per comprendere i reali bisogni di cura, le aree più opportune di studio e come disegnare i trial clinici per rispondere ai quesiti scientifici consistenti e che portino un reale beneficio ai pazienti, oltre a rispondere ad un bisogno di salute e sostenibilità del sistema sanitario.