114 – Capocci-Iannini (Pfizer): “Pensare a tecnologie e servizi che facciano sentire il paziente più vicino al proprio medico”


Accompagnare il fumatore nel su percorso verso l’eliminazione del fumo è questo l’obiettivo alla base del progetto realizzato da Pfizer che ha portato alla realizzazione di un assistente virtuale: il Chatbot Cigaretteless. Ne abbiamo parlato con Ilaria Capocci, Multichannel Marketing Manager, esperta digital marketing e innovazione e con Carlotta Iannini, Country Brand Lead Internal Medicine Retail, responsabile marketing dell’area Retail che si occupa di Women Health, neuroscienze e dismissione dal fumo.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
La dipendenza da nicotina rappresenta uno dei più grandi problemi di sanità pubblica a livello mondiale. Il fumo rappresenta il principale fattore di rischio per malattie respiratorie non neoplastiche, è responsabile del tumore del polmone ed è uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare. La dipendenza da nicotina è una patologia che ha cause anche psicologiche oltre ad essere legata ad una dipendenza prettamente fisica. È scientificamente provato che i fumatori che sono motivati a smettere hanno più chance di riuscirci se accompagnati in un percorso seguito. Da qui nasce l’idea di creare un assistente virtuale in cui inserire consigli, informazioni e indicazioni pratiche per accompagnare il fumatore nel percorso di dismissione. Il nostro consiglio principale, anche all’interno del chatbot, rimane sempre quello di rivolgersi ad un centro antifumo specializzato.

A chi si rivolge il vostro progetto?
A tutti i fumatori che stanno cercando di smettere e che magari ci hanno già provato più volte ma senza successo perché non supportati da un esperto.
Ce lo può descrivere brevemente?
Chi vuole iniziare ad utilizzarlo può trovare il Chatbot Cigaretteless su messenger di Facebook. Ci sono 2 moduli principali: uno informativo, contenente vari flussi conversazionali relativi a consigli alimentari, abitudini che aiutano ad allontanare la tentazione, informazioni su sostanze nocive contenute nelle sigarette. Il secondo modulo si attiva dopo aver fatto un test che misura il livello di dipendenza e di motivazione e sulla base del risultato viene avviato un programma di supporto della durata di 8 settimane.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Il numero di fumatori in Italia è di circa 12 milioni, per cui il reach potenziale del progetto è estremamente ampio. Al momento puntiamo a coinvolgere l’audience che già segue la pagina Facebook Cigaretteless, ovvero più di 17.000 persone.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Sicuramente un sostegno più forte anche da parte dello Stato o del Ministero competente, accompagnato da azioni concrete per supportare chi vuole smettere di fumare fornendo dei percorsi più strutturati. Sarà anche fondamentale sviluppare interventi di prevenzione e di cura per questa patologia.

Qual è l’aspetto principale del Communication&PR che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Rimanendo nell’ambito Lifescience, sicuramente si dovranno pensare sistemi di comunicazione che facciano sentire il paziente meno solo, pensando a tecnologie o servizi che facciano sentire il paziente più vicino anche al proprio medico e che gli rendano più facile la ricerca di informazioni certe e affidabili.