101 – Bindi (Abbott): “La formazione online rappresenta un approccio innovativo per trasmettere le conoscenze fondamentali sull’utilizzo di un prodotto”

Utilizzare la tecnologia per accorciare le distanze tra l’operatore sanitario, il prodotto e il paziente, offrendo una serie di servizi che coprono le esigenze di comunicazione di tutte le fasce d’età. Da questo presupposto è nato il progetto Continuous Online Training, realizzato dal team di Abbott composto da Adalberto Ferrari, Eleonora Spacca ed Emanuele Donati. Ne abbiamo parlato con Massimiliano Bindi, Regional Director South East Europe, Abbott’s diabetes care business.

 

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?

Il sistema di monitoraggio sviluppato da Abbott rivoluziona il modo di monitorare la glicemia e di gestire il diabete. Nonostante sia estremamente semplice e intuitivo, le persone con diabete hanno bisogno di ricevere informazioni e istruzioni adeguate prima di iniziare ad usarlo. Sostenibile e accessibile a tutti, la formazione online rappresenta un approccio innovativo per trasmettere le conoscenze fondamentali sull’utilizzo del prodotto a una platea di pazienti anche molto vasta, sollevando di conseguenza gli operatori sanitari da questo compito. Grazie all’approccio online, l’accesso alla formazione a distanza è sempre pratico e immediato, poiché non richiede spostamenti, né tantomeno alcun affollamento in un’aula, aspetto quest’ultimo di estrema importanza durante l’attuale pandemia di COVID-19. Infine, una tecnologia all’avanguardia come la nostra è soggetta a continui miglioramenti di prodotto, dei quali il paziente può beneficiare attraverso un training continuativo.

A chi si rivolge il vostro progetto?

Il progetto Continuous Online Training si rivolge tanto alle persone inesperte, che provano per la prima volta la nuova tecnologia di Abbott, quanto a quelle più evolute, desiderose di trarre il massimo dal rivoluzionario approccio basato sul sensore.

Ce lo può descrivere brevemente?

I pazienti possono registrarsi sulla piattaforma “LibreCare”, attraverso la quale potranno poi accedere ai vari touchpoint della nostra offerta formativa, incluso il nostro Continuous Online Training. Accedendo a quest’ultimo, gli utenti possono consultare il calendario delle offerte formative per il mese in corso, e registrarsi gratuitamente alle sessioni che intendono seguire. Il giorno della sessione, un’ora e 5 minuti prima dell’inizio della sessione live, al partecipante viene inviato un promemoria, sotto forma di messaggio di cortesia. Il partecipante può connettersi alla sessione live tramite un qualsiasi PC o dispositivo mobile, partecipare alla formazione e porre domande in una chat. Al termine della sessione a tutti gli iscritti viene inviata una mail contenente una registrazione.

Che risultati avete o volete raggiungere?

Il servizio, lanciato a gennaio 2020, ha già raggiunto diverse migliaia di persone. L’offerta formativa è costituita da circa 15 sessioni mensili, e si rinnova mensilmente, anche alla luce degli argomenti più attuali e richiesti. L’ambizione è quella di aumentare il numero di partecipanti al fine di alleviare l’onere formativo a carico degli operatori sanitari.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?

Il servizio dovrà ampliare l’offerta formativa per includere sempre più altri argomenti di cui le persone si interessano, come la correlazione tra il sistema di monitoraggio e la loro vita quotidiana (stile di vita, alimentazione, sport), nonché tutti gli aggiornamenti relativi alla tecnologia stessa. La collaborazione con gli operatori sanitari sarà di fondamentale importanza perché i risultati della formazione possano essere comunicati al personale sanitario, in un’ottica di “Libretto formativo” (Training Booklet) per il paziente.

Qual è l’aspetto principale del Patient&Advocacy che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?

La digitalizzazione, che ancora in parte manca nel nostro Paese, sarà un fattore essenziale per la diffusione di servizi come il nostro. Deve essere garantita l’accessibilità a tutte le categorie di pazienti, sia in termini di connettività che di disponibilità dei dispositivi. La collaborazione con la Pubblica Amministrazione e le ASL consentirà al servizio di porsi in piena partnership di valore, grazie al contributo degli operatori sanitari.