090 – lanzoni (Cochlear): “La telemedicina dovrebbe essere riconosciuta come parte fondamentale del percorso di cura standard nei pazienti”

Enrico lanzoni

Telemedicina per pazienti con impianto cocleare

Un dispositivo innovativo per supportare i pazienti con impianto cocleare grazie il monitoraggio da remoto e l’interconnessione medico-paziente. Ne abbiamo parlato con Enrico lanzoni, master in marketing e comunicazione, Senior Product Manager di Cochlear Italia, azienda che ha realizzato il progetto

Qual è l’impegno della sua azienda in questa area terapeutica?
Cochlear nasce nel 1981 da uno spin off univesitario in Australia grazie all’intuizione del Dr. Graeme Clark che ha scoperto la possibilità di stimolare elettricamente l’orecchio interno attraverso un elettrodo multicanale. Nella pratica ha dato la possibilità a chi soffre di sordità profonda di tornare a sentire. L’impegno è sempre stato questo ed è nel nostro brand Hear now. And always, sentire ora e sempre. Il nostro progetto riguarda l’evoluzione del percorso di cura del paziente con impianto cocleare mediante l’utilizzo della tecnologia nell’ambito della telemedicina.

A chi si rivolge il vostro prodotto?
Ai portatori di impianto cocleare Cochlear. L’impianto cocleare, o orecchio bionico, è composto da una parte interna – che è il vero e proprio impianto – e da un processore esterno che capta i suoni, li elabora e li trasferisce all’impianto interno che li traduce in stimoli elettrici. L’impianto cocleare in pratica sostituisce la funzione della coclea danneggiata. Il nostro progetto ha una duplice funzione: diagnostica del dispositivo e consente al clinico di monitorare lo stato dell’udito del paziente. Il tutto da remoto senza necessità di visita fisica in ospedale. Questo consente un risparmio in termini di tempo, costi e stress non indifferente sia per la clinica che per il paziente.

Perché ritiene sia innovativo?
Il dispositivo consente una gestione innovativa nel percorso di cura del paziente portatore di impianto cocleare. Per la prima volta il paziente effettua in autonomia attraverso una App (la stessa che utilizza per la gestione del suo dispositivo) dei test audiologici trasmessi in streaming al processore del suono. Il risultato dei test viene inviato dal paziente al medico audiologo per il controllo. È il medico che arruola il paziente e che decide se e quando richiedergli di effettuare i test.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Un portatore di impianto cocleare richiede controlli periodici a vita. Consideriamo che in Italia si effettuano circa 1.400 interventi annui di impianto cocleare ed è un numero sottostimato. I controlli in clinica spesso possono non essere sostenibili in termini di distanza, tempi e costi. Le prime esperienze con il nostro sistema hanno indicato che è uno strumento di telemedicina clinicamente efficace. Il dispositivo consente il monitoraggio e la valutazione delle prestazioni uditive dei portatori di impianto cocleare e del processore del suono nel comfort della loro casa. Inoltre, ha dimostrato di essere uno strumento utile per il monitoraggio sia di pazienti con impianti da lungo termine che per pazienti appena impiantati e come sostituto delle visite in clinica. I medici hanno riferito che la maggior parte dei pazienti intervistati nella valutazione sul campo riusciva ad autogestire con successo il controllo a distanza. Grazie a strumenti innovativi di telemedicina come questo si riesce a mantenere nel percorso di cura/riabilitazione anche quella importante percentuale di pazienti che dopo qualche anno smette di recarsi in ospedale per i controlli perché ne è impossibilitato o perché è inconsapevole di variazioni della sua performance uditiva.

Quali ritiene siano gli unmet needs di questa area terapeutica?
La Telemedicina dovrebbe essere riconosciuta come una parte fondamentale, integrata e auspicabile del percorso di cura standard nei pazienti. L’esperienza della pandemia ci ha dimostrato quanto sia fondamentale avere strumenti idonei per il controllo a distanza della salute dei pazienti. Il progresso tecnologico della telemedicina è andato molto avanti per fortuna ma la regolamentazione normativa ed i sistemi sanitari non sono stati altrettanto celeri nell’accogliere questa importante opportunità.