085 – D’Agostino (Novartis): “L’unmet need più sentito è l’interoperabilità dei sistemi e della condivisione dei dati tra i diversi stakeholder che ruotano attorno al paziente”

Chiara d’Agostino

Creare un supporto per meglio garantire la continuità assistenziale ai pazienti con scompenso cardiaco. Da questa idea Novartis ha sviluppato il progetto ORIONE.ITA. che vede il coinvolgimento di diversi Key Opinion Leader in area cardiometabolica e Stakeholder non clinici. Ne abbiamo parlato con Chiara d’Agostino, Medical Advisor. Al progetto hanno partecipato anche la direzione Medica della Franchise Cardio-Renal-Metabolic (CRM), il Market Access, l’area Communication & Patient Advocacy, il Marketing e la linea Embrace. Chiara d’Agostino, Medical Advisor.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’emergenza sanitaria ha avuto un impatto significativo sul sistema salute e sulla gestione dei pazienti cardio-metabolici: riduzione del 50% delle prestazioni ambulatoriali programmate e degli accessi per scompenso cardiaco (SC), aumento della mortalità intraospedaliera triplicato. Novartis, con il supporto di IQVIA, ha deciso di coinvolgere Key Opinion Leader (KOL) in area cardio-metabolica e Stakeholder non clinici per realizzare un osservatorio di gestione della cronicità nell’area dello SC.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il nostro progetto si rivolge a tutti gli stakeholder coinvolti nella gestione del paziente. La presa in carico necessita di una gestione integrata tra i principali attori del percorso diagnostico-terapeutico, a livello territoriale e ospedaliero (H-T). Da questo bisogno nasce ORIONE.ITA – OsservatoRIO per la gestioNE delle cronicITÀ – con l’idea di apportare punti di vista differenti all’interno del board. Il progetto coinvolge infatti KOL in area cardio-metabolica (DG, cardiologi, internisti, medici di PS, MMG, infermieri) e stakeholder non clinici (AISC e Cittadinanzattiva). La multidisciplinarietà esterna ed interna e la visione a 360°, garantita dal contributo integrato di attori territoriali, ospedalieri, istituzionali e dei pazienti (AISC), costituiscono il punto di forza del progetto.

Potrebbe descriverlo brevemente?
Think Tank multi-disciplinari strutturati con l’obiettivo di identificare ed implementare nuovi modelli di gestione, diversificati in base alla classe di rischio del paziente con SC, partendo da un’analisi del contesto in regione Lombardia. ORIONE.ITA è un percorso a step:

  • Interviste singole: analisi situazionale dell’attuale modello di gestione del paziente con SC tra H-T, e delle normative di riferimento regionale, con conseguente identificazione delle aree di focus per i successivi Think Tank
  • Think tank: Integrazione e validazione dell’analisi preliminare, identificazione delle principali criticità e sviluppo di uno «spazio di soluzioni» innovative
  • Progetti pilota per l’implementazione dei modelli identificati

Il progetto ruota intorno all’uso di una piattaforma integrata (specialista territoriale, ospedaliero e MMG): tramite la condivisione di dati clinici per la profilazione del rischio ed il potenziamento di strumenti di telemedicina (teleconsulto e tele-visita), la piattaforma rappresenta il punto di partenza per la creazione di una rete H-T.  

Che risultati avete o volete raggiungere?
Principale obiettivo è l’implementazione di progetti pilota mirati alla gestione dello SC tra H-T, facilitata dal coinvolgimento diretto sin dalle prime fasi di un Direttore Generale.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
L’analisi del contesto ha evidenziato come sia necessario potenziare le strutture sanitarie territoriali e codificare una gestione integrata H-T. L’attuazione dei progetti pilota può diventare un modello di “presa in carico” esportabile ad altre realtà lombarde ed in altre regioni con simili condizioni di attuazione del piano nazionale di cronicità. Inoltre, in linea con i nostri imperativi strategici aziendali e in un’ottica di partnership con il Ssn, è auspicabile un ampliamento del nostro progetto anche in altri ambiti di gestione del cronico.

Qual è l’aspetto principale del Multi Target & Multichannel che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
L’unmet need più sentito è quello dell’interoperabilità dei sistemi e della condivisione dei dati tra i diversi stakeholder che ruotano attorno alla figura del paziente. Sono necessari strumenti digitali che consentano di porre le fondamenta per una gestione integrata H-T, nonché figure preposte a facilitarne l’utilizzo mirato e stratificato (infermiere di comunità, personale amministrativo). Diventa fondamentale il ruolo della Telemedicina per garantire continuità delle cure tra H-T.