083 – Ceriola (Polifarma): “Utile aumentare l’awareness delle soluzioni digitali per semplificare l’attività clinica”

Pietro Ceriola

Una App pensata per mettere in contatto pazienti con patologie croniche retiniche con i propri oculisti. Stiamo parlando di Darsana realizzata da Polifarma e di cui abbiamo parlato con Pietro Ceriola, Marketing Manager della Ophthalmology Business Unit di Polifarma. Del team fanno parte anche la BU Manager Aida Cristina Palacios e la Product Manager Giulia Bellanova.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Con la pandemia gli oftalmologi hanno dovuto trovare il modo di continuare ad assistere i loro pazienti cercando di evitare il contagio. Ci siamo resi conto che nel mercato non erano presenti molti servizi dedicati ai pazienti. Serviva qualcosa di semplice e intuitivo, che non generasse altre preoccupazioni e che non producesse una diagnosi verdetto. Lo scopo doveva essere quello di mettere in contatto il paziente con il suo medico, di fargliene trovare uno vicino sia fisicamente che digitalmente, che potesse sostenerlo nel suo percorso di cura, che potesse valutarlo anche da lontano con degli strumenti di base per fare uno screening della sua situazione e decidere se riceverlo presso il suo studio o confermargli una terapia. Insomma, creare qualcosa che potesse far sentire il medico responsabile del suo paziente e il paziente seguito dal proprio medico. Così è nata l’idea di Darsana “I tuoi occhi… il tuo medico”. Parole d’ordine: semplicità e fruibilità.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Agli oculisti e ai pazienti con patologie croniche retiniche.

Può descrivercelo brevemente?
Darsana è un’app per i pazienti e i medici oculisti ideata per facilitare il monitoraggio dei pazienti con patologie croniche retiniche. Nasce come un canale di accesso semplice e immediato per il paziente che consente la comunicazione diretta al medico sullo stato della propria salute visiva lasciando a quest’ultimo la decisione di una visita in presenza. L’analisi della salute dei propri occhi da parte del paziente avviene attraverso una serie di test visivi disponibili all’interno dell’app. Una volta effettuati i test, i pazienti possono essere monitorati e contattati dal proprio oculista che, in base ai risultati raccolti, può stabilire un contatto diretto. Darsana non genera una diagnosi immediata, ma comunica la corretta esecuzione dei test ai pazienti che li inviano all’oculista. I risultati consentono al medico una valutazione dello status del paziente per generare una diagnosi iniziale, per confermare la terapia prescritta/modificarla e per programmare un appuntamento in sicurezza.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Dal punto di vista del paziente: miglioramento delle interazioni tra pazienti e medici grazie alla continuità assistenziale a distanza; migliore esperienza d’uso grazie ad un’app facile, intuitiva e adatta a persone con diminuita acuità visiva.

Dal punto di vista del medico: facilitazione di monitoraggio di vecchi pazienti con sistema digitalizzato; incremento database di pazienti; incremento numero di consulti; aumento personal branding e fidelizzazione del paziente.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Da una survey è emerso che i pazienti e i medici sopra i 50 anni apprezzano meno il digitale applicato al mondo della salute. Inoltre, le maculopatie rendono difficile l’uso di dispositivi elettronici. Per questo sarebbe utile aumentare l’awareness delle soluzioni digitali, renderle semplici e fruibili e in grado di semplificare l’attività clinica.

Qual è l’aspetto principale del Digital che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
La diffusione delle Digital Therapeutics nel mondo e soprattutto in Italia, dove esistono ancora barriere regolatorie. Emergeranno anche nuove tecnologie applicate alla medicina: IA e Machine Learning, telemedicina, robotica, chatbot, stampa 3D, nanotecnologie.