076 – Aurino (AbbVie): “La remissione è un concetto ancora poco noto. Lavorare con associazioni di pazienti e società scientifiche consentirà di migliorarne la comprensione”

Antonio Aurino

pARla più forte della tua AR

Un progetto pensato per rimanere al fianco dei pazienti con artrite reumatoide e accompagnarli nel percorso di remissione di malattia. Dalla collaborazione di AbbVie e l’associazione nazionale malati reumatici nasce, appunto, “pARla più forte della tua AR”. Abbiamo approfondito l’argomento con Antonio Aurino, Public Affairs Manager AbbVie

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Negli ultimi dieci anni si è molto parlato di artrite reumatoide e di malattie reumatiche in generale. Si è detto tanto sul loro impatto sulla qualità di vita. Tuttavia, raramente si è affrontato il tema della remissione della malattia. La campagna “pARla più forte della tua AR” nasce con l’obiettivo di migliorare la comprensione del concetto di remissione

A chi si rivolge il vostro progetto?
Per le persone con artrite reumatoide, la remissione identifica quel momento in cui il paziente è di nuovo in grado di prendere in braccio i propri figli, andare al lavoro, avere una vita di relazione. Questo progetto si rivolge a tutti i pazienti e ai loro familiari, poiché è fondamentale sapere che grazie al supporto del proprio reumatologo, in molti casi, il raggiungimento della remissione è oggi possibile. 

Potrebbe descrivercelo brevemente?
“pARla più forte della tua AR” è un’iniziativa realizzata in collaborazione con l’associazione nazionale malati reumatici (ANMAR) che offre numerose opportunità di informazione ed approfondimenti sul concetto di remissione della malattia. L’anima del progetto è costituita dal sito web missioneremissione.it dove è possibile scaricare una guida al colloquio con il proprio medico ed altri materiali di supporto.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Diffondere quanto più possibile il concetto di remissione nella comunità di pazienti. Questo è l’obiettivo del progetto.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
La remissione è un concetto ancora poco noto. Lavorare insieme alle associazioni di pazienti e alle società scientifiche consentirà di migliorarne la comprensione. Abbiamo già avviato collaborazioni in diversi ambiti con questo intento.

Qual è l’aspetto principale della Patient Advocacy che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
È ormai indubbio che solo tramite l’ascolto attivo e la condivisione degli obiettivi terapeutici si può portare il paziente al raggiungimento di una vera remissione. Negli ultimi anni abbiamo rafforzato la collaborazione con alcune tra le principali associazioni di pazienti in Italia, proprio con l’intento di continuare ad offrire soluzioni sempre più in linea con le esigenze delle persone con malattie croniche.