063 – Fino (IBSA): “Il paziente si sta evolvendo e quindi deve cambiare anche il modo in cui aziende, società scientifiche e istituzioni interagiscono con esso”

Marialuisa Fino

#RestoACasaconAME

Una campagna realizzata interamente su Facebook con l’obiettivo di mettere in contatto pazienti, caregiver e clinici esperti di endocrinologia e non solo durante la pandemia. È “#RestoACasaconAME” campagna realizzata da IBSA e di cui abbiamo parlato con Marialuisa Fino Senior Product Manager nell’area Endocrinologia in IBSA, parte del team Marketing Prescription coordinato da Salvatore Ippolito, Senior Manager Marketing

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
L’idea è nata a marzo 2020 durante il lockdown dovuto alla pandemia di Covid-19, quando le attività ambulatoriali non urgenti erano state temporaneamente sospese e il personale sanitario era impegnato nei reparti Covid. Per i pazienti con patologie croniche le implicazioni sono state da un lato la sospensione e rinvio delle prestazioni ambulatoriali programmate, dall’altro la difficoltà di potersi confrontare con i propri specialisti in merito alla gestione quotidiana della patologia.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il nostro progetto si è rivolto ai pazienti con patologie endocrinologiche, ma anche ai caregiver o alle persone che sentivano il bisogno di avere supporto o maggiori informazioni in merito alla gestione della patologia, o in particolari situazioni come la gravidanza, e conoscere eventuali implicazioni con il virus. Non si è parlato solo di malattie endocrinologiche, ma anche di ipercolesterolemia, alimentazione e attività fisica, con un occhio alla prevenzione.

Potrebbe descrivercelo brevemente?
#RestoACasaconAME è un progetto realizzato e veicolato totalmente su Facebook. In collaborazione con l’Associazione Medici Endocrinologi (AME), sono stati selezionati temi rilevanti da trattare in pubblico, dando vita a delle dirette Facebook di un’ora ciascuna distribuite su tre giorni a settimana. Facebook è stato uno strumento immediato per la connessione digitale tra pazienti, caregiver e specialisti. I partecipanti avevano, nel corso della diretta, la possibilità di scrivere in chat domande, considerazioni e dubbi a cui lo specialista dava riscontro. I video delle dirette sono stati anche condivisi sul canale YouTube della campagna.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Sono state realizzate 14 dirette con i maggiori esperti italiani di endocrinologia, raggiungendo 34.172 persone per un totale di 44.210 minuti di visualizzazioni e 496 commenti in diretta.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Sempre più persone utilizzano Internet per la ricerca di informazioni legata ai temi di salute e addirittura circa un italiano su tre cerca informazioni mediche sul web senza consultare il proprio medico. Inoltre in seguito alle esperienze legate alla pandemia, la programmazione e le modalità di attuazione delle visite ambulatoriali stanno includendo utilizzo di strumenti digitali come la telemedicina. Per questo occorre continuare a sfruttare le potenzialità del digitale, attraverso diversi touchpoints, nell’ottica di un miglioramento della relazione medico-paziente e non di una sostituzione. Sarà fondamentale collaborare con le Associazioni di Pazienti e le Società Scientifiche per raccogliere i bisogni di interazione e comunicazione e sviluppare idee e progetti che preservino il questo rapporto.

Qual è l’aspetto principale della Patient Advocacy che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Il paziente si sta evolvendo e quindi deve cambiare anche il modo in cui le aziende, società scientifiche e istituzioni interagiscono con esso. Nei prossimi anni l’aspetto più importante sarà quello dell’evoluzione da progetti “centrati per il paziente” a modelli progettati e realizzati “con il paziente”.