062 – Chiodo (Novartis): “È necessario lavorare sul mindset dei clinici per prepararsi a gestire l’impatto che la digital health avrà sulla loro attività professionale”

Lorenzo Chiodo

Una piattaforma digitale a supporto di tutti coloro che soffrono di emicrania. Nata dalla collaborazione tra pazienti, clinici ed esperti nel campo della digital health, è NoEmi progetto realizzato da Novartis e che abbiamo approfondito con Lorenzo Chiodo, Brand Manager NS

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Novartis è impegnata da diversi anni nel campo delle neuroscienze e, nello specifico, nell’area dell’emicrania, una malattia neurologica ancora non riconosciuta come tale, sotto diagnosticata e sotto trattata. Con il progetto “NoEmi” abbiamo voluto dare un contributo concreto nel miglioramento del cosiddetto patient journey, attraverso strumenti digitali di supporto lungo tutte le fasi del percorso di cura.

A chi si rivolge il vostro progetto?
NoEmi è una piattaforma digitale rivolta a tutte le persone che sanno di soffrire o pensano di soffrire di emicrania, ai loro caregiver e ai loro medici curanti.

Potrebbe descriverlo brevemente?
NoEmi è una piattaforma digitale, risultato di un lavoro congiunto tra neurologi esperti nella diagnosi e cura dell’emicrania, associazioni pazienti ed esperti nel campo della digital health, con l’obiettivo di supportare pazienti che soffrono di emicrania attraverso una serie di tool che:

  • assistono nella comprensione della patologia per orientare nell’identificare/interpretare adeguatamente segni e sintomi dell’emicrania;
  • orientano nell’identificazione dei medici e dei centri cefalea di riferimento sul territorio nazionale.
  • rendono “attiva” l’attesa dei pazienti prima della visita, preparandoli con una serie di informazioni prioritarie utili al momento della visita, riducendo inoltre i tempi della visita stessa;
  • consentono un monitoraggio continuativo della patologia;
  • agevolano di fatto il rapporto medico/paziente rendendo più facile l’interscambio di informazioni chiave nel percorso di cura del paziente.

Oltre a questo, NoEmi è in continua evoluzione e ha in sviluppo una serie di tool volti ad aiutare il paziente a modificare le sue abitudini e a evitare comportamenti potenzialmente dannosi per la sua emicrania.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Migliorare la comprensione e la corretta informazione sull’emicrania supportando medici e pazienti. Accelerare la diagnosi e l’accesso a corretti trattamenti. Un servizio che sia accanto al paziente in ogni momento e che agevoli il medico nella sua pratica clinica quotidiana. Il servizio era “atteso”: lo dimostra il numero di pazienti che accedono regolarmente alla piattaforma e gli iscritti al servizio.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Sebbene tanto si stia facendo sul tema della digital health literacy, ancora oggi si è restii ad utilizzare gli strumenti digitali considerandoli come un onere aggiuntivo alla propria attività. In particolare il clinico, abituato alla comunicazione medico-scientifica cerca dati che lo ‘motivino’ a cambiare il proprio approccio alla gestione del paziente (superando eventuali blocchi operativi). È quindi necessario lavorare sul mindset dei clinici per prepararsi a gestire l’impatto che la digital health avrà sulla loro attività professionale e sui pazienti in gestione.

Qual è l’aspetto principale del Digital che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
La pandemia di Covid-19 ha modificato e sta modificando – probabilmente per sempre – le condizioni di un mercato che era già in cambiamento sotto la spinta della rivoluzione digitale, che non si esaurirà al termine della pandemia. Il digitale ha la grande potenzialità di rendere accessibili dati, servizi ed informazioni sanitarie su grande scala, a prescindere dalla geolocalizzazione e dalle opportunità o dalle strutture offerte dal territorio. Nell’era dei big data e del digital però, non dimentichiamoci dell’importanza dei contenuti e delle modalità con cui questi vengono erogati. Un diverso approccio quindi alla salute, che ben si sposa con la visione di Novartis di “reimmaginare la medicina”.