050 – Vettore (Novartis Oncology): “Penso che la telemedicina possa essere uno dei migliori strumenti al servizio del medico se regolamentata nel modo corretto”

Marco Vettore

Un percorso formativo dedicato a giovani oncologi allo scopo di insegnare a gestire le nuove tecnologie ed il cambiamento digitale in atto nel dialogo tra medico e paziente. È “To Convey” percorso didattico in otto giornate, nato dalla collaborazione tra Novartis Oncology, 24ORE Business School e Università Cattolica del Sacro Cuore EngageMinds Hub. Ne abbiamo parlato con Marco Vettore, Disease Area Manager (Brand Manager) Breast Cancer in Novartis Italia

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
La premessa sulle quale sviluppare il progetto “To Convey” è stata semplice: saper comunicare in sanità è importante e i social media sono uno strumento imprescindibile. Oggi è impossibile non ripensare il modello senza una strategia digitale per la sanità e per i professionisti. Questa emergenza da Covid-19 ha consolidato e reso indispensabile la comunicazione virtuale: è possibile fare tutto in remoto, dallo scambio di ricette e prescrizioni, al consulto medico e non è lontano il tempo in cui anche le normative nazionali e internazionali regoleranno questo cambiamento.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il corso To Convey, alla sua prima edizione, si rivolge ai giovani oncologi delle Breast Unit e prevede un percorso formativo che li guidi attraverso modalità interattive di gestione dei pazienti, costruzione delle relazioni e comunicazione a distanza, ma anche nella gestione degli strumenti digitali funzionali alla crescita professionale, come ad esempio i canali social, supportando questi giovani professionisti nell’acquisizione e nell’approfondimento delle soft skill necessarie a padroneggiare i nuovi modelli di comunicazione e organizzazione. La tecnologia digitale può rappresentare un valido aiuto anche dal punto di vista della relazione tra medico e paziente, centrale nel processo di cura, e tra medici e istituzioni, associazioni di pazienti, media e società scientifiche.

Potrebbe descriverlo brevemente?
Un gran numero di pazienti tende ad usare WhatsApp, email, sms e social media, per inviare al proprio medico immagini e dati contenenti dati sensibili. I medici non possono ignorare che soprattutto ai tempi del Covid-19 questa sta diventando una prassi consolidata. Tuttavia, poiché, per ora, ciò avviene in situazioni non protette, esse mettono a rischio la privacy dei pazienti ed espongono il medico a possibili conseguenze penali. È necessario individuare delle linee guida sul corretto uso dei social media nella pratica medica e clinica, e fornire al medico gli strumenti adeguati per gestire queste situazioni. Inoltre, gli specialisti, tra cui anche gli oncologi, sono abituali frequentatori di social, ma solo circa un terzo li usa per motivi professionali. Questo utilizzo limitato è probabilmente legato alla scarsa consapevolezza di un uso professionale di questi canali, dovuta in molti casi alla mancanza di occasioni formative. Il percorso didattico in otto giornate, nato dalla collaborazione tra 24ORE Business School e Università Cattolica del Sacro Cuore EngageMinds Hub, ha toccato diverse aree tematiche tra cui la comunicazione virtuale, l’utilizzo dei social media come strumento di condivisione e costruzione della propria reputazione online ma anche del rapporto con il paziente.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Dal nome del progetto, To Convey, vogliamo insegnare a trasmettere: ecco perché “To”. È un invito a farlo per tutta la classe medica, un invito a conoscere ed esplorare la comunicazione digitale, un invito a migliorarsi.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
L’accelerazione tecnologica e l’uso della telemedicina possono far temere una spersonalizzazione del rapporto medico-paziente, ma in realtà è necessario solo un semplice cambio del codice di comunicazione. La tecnologia digitale non rende asettica la relazione con il paziente. Al contrario, può rappresentare un valido aiuto per condividere dati e referti, per una migliore presa in carico dei pazienti, per il monitoraggio di malattie che necessitano di controllo e aggiornamento costante. La telemedicina penso possa essere uno dei migliori strumenti al servizio del medico se regolamentata nel modo corretto.

Qual è l’aspetto principale del Marketing che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Il tema dell’anticipazione. Diventa cruciale individuare in anticipo nuovi trend e percorsi diagnostici terapeutici che possano essere sfruttati dai nostri clinici. Per tale ragione l’anticipazione è un concetto che va di pari passo con quello di Digital Transformation, ovvero intercettare nuovi trend che la stessa tecnologia digitale impone in tutte le aree di un’azienda e che implica un cambiamento nel modo di operare e di dare valore ai clienti. La trasformazione digitale è dunque una sfida e un’opportunità perché garantisce un vantaggio competitivo alle aziende ed è, in fondo, “democratica”. È un fattore competitivo perché le aziende, costrette ad affollare mercati globali, devono necessariamente condividere logiche internazionali e allo stesso tempo ottimizzare i propri processi per essere più profittevoli. È “democratica” perché sostanzialmente il digitale consente di diminuire il costo di accesso alle soluzioni innovative.