050 – Maduri (Astellas): “Le aziende farmaceutiche hanno un ruolo sociale, che si concretizza nella responsabilità nei confronti della popolazione e dei pazienti”


Sensibilizzare in modo innovativo su una patologia che spesso incontra non pochi tabù: il tumore prostatico. Prima neoplasia diagnosticata nella popolazione maschile, il tumore della prostata grazie ad una diagnosi precoce potrebbe essere meglio trattato. A supportare la realizzazione della campagna QUI PRO QUO Salute della prostata: stop agli equivoci, sì alla prevenzione è stata Astellas Pharma. Ne abbiamo parlato con il Direttore Generale e Amministratore Delegato di Astellas Giuseppe Maduri.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Il carcinoma prostatico è il tumore più diagnosticato nella popolazione maschile italiana e la sua incidenza è in costante crescita. Se identificato precocemente, può essere trattato in maniera efficace e con buone probabilità di guarigione, ma gli uomini sottovalutano i fattori di rischio consciamente o inconsciamente, non parlano dei loro disturbi e non fanno abbastanza prevenzione. La donna, cardine della cultura della buona salute e prevenzione per tutta la famiglia, ha un ruolo fondamentale nell’affiancare il partner in questo percorso culturale di consapevolezza, perché può stimolare l’uomo ad aprirsi. La web sitcom, in cinque episodi, è il fulcro della campagna di sensibilizzazione “QUI PRO QUO Salute della prostata: stop agli equivoci, sì alla prevenzione”, promossa da Europa Uomo Italia Onlus e ONDA – Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, con il patrocinio di Fondazione AIOM, SIU – Società Italiana di Urologia, SIUrO – Società Italiana di Urologia Oncologica, AIRO – Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia clinica, AURO – Associazione Urologi Italiani, FFO – Fondazione per la Formazione Oncologica e il contributo incondizionato di Astellas. Le ragioni per cui abbiamo deciso di supportare la campagna Qui Pro Quo si possono riassumere in due parole: responsabilità e sensibilità. All’interno delle aziende si parla soprattutto di innovazione, ricerca, sviluppo di modelli innovativi, accesso e sostenibilità. Temi fondamentali per i pazienti nei confronti dei quali abbiamo anche la responsabilità di aiutarli a comprendere meglio come mantenersi in salute attraverso la prevenzione. Per questo abbiamo dato il nostro supporto a una campagna che fa leva su un linguaggio diretto, semplice e ironico. Il concetto di responsabilità è strettamente associato a quello di sensibilità. Il timore di una diagnosi di cancro può avere un impatto rilevante e ritardare l’inizio della terapia. È quindi fondamentale aiutare gli uomini adulti a superare barriere, tabù e resistenze anche culturali e, al tempo stesso, riconoscere il ruolo della partner, spesso determinante nell’attivare il percorso diagnostico.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il progetto si rivolge principalmente agli uomini e alle loro partner, molto spesso promotrici della salute familiare. I problemi legati alla sfera urologica e sessuale sono infatti spesso fonte di grande imbarazzo per gli uomini e i controlli medici li spaventano. Il cancro della prostata è il più diagnosticato tra gli uomini over 50, con circa 37.000 nuovi casi nel 2019. È quindi necessario che l’uomo diventi consapevole del proprio corpo, impari a conoscerlo e a coglierne i campanelli d’allarme.

Ce lo può descrivere brevemente?
“QUI PRO QUO Salute della prostata: stop agli equivoci, sì alla prevenzione” è una campagna di sensibilizzazione nata per sensibilizzare gli uomini over 50, le donne compagne di vita e i giovani maschi sull’importanza di superare i pregiudizi e sottoporsi a periodici controlli della prostata. La web sitcom racconta le vicende di una coppia di mezza età in stile “Sandra e Raimondo”. Il tema della prevenzione si inserisce nelle dinamiche di una coppia litigiosa, ma l’affetto che li unisce sarà la chiave per spingere lui a fare i passi giusti. I cinque episodi sono stati caricati su YouTube, accessibile dalla landing page di campagna www.prostataquiproquo.it e sono stati condivisi sui profili social dei promotori. La campagna è stata presentata al pubblico con una conferenza stampa di lancio.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Il lancio della campagna ha avuto un’esposizione mediatica importante, con articoli e servizi sulle principali testate nazionali e locali e oltre 250.000 visualizzazioni delle puntate, un vero successo.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
L’impegno di Astellas nei confronti dei pazienti è al primo posto nella nostra scala di valori. Pensiamo che anche le aziende farmaceutiche abbiano la responsabilità di contribuire supportare iniziative, come questa, che possono aumentare la consapevolezza della popolazione sulle patologie e quindi nella prevenzione o per lo meno nella presa in carico precoce dei pazienti. Il tumore prostatico è il più diffuso tumore maschile per questo è fondamentale superare falsi miti e tabù che ostacolano il riconoscimento dei fattori di rischio.

Qual è l’aspetto principale del Communication&PR che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Il ruolo della Comunicazione si deve affiancare a quello degli operatori sanitari per promuovere la cultura della salute oltre all’innovazione terapeutica. Le aziende farmaceutiche hanno un ruolo sociale, che si concretizza nella responsabilità nei confronti della popolazione e dei pazienti, che vanno aiutati a comprendere come mantenersi in buona salute attraverso la prevenzione. Per un’azienda come Astellas è doveroso promuovere la prevenzione e occuparsi a tutto campo di salute anche con campagne di comunicazione che vadano oltre il farmaco.