033 – Oppi (Alfasigma): “Continuare ad esplorare l’innovazione per la salute”

Biagio Oppi

Alfathon è un hackathon interamente digitale e virtuale dedicato all’innovazione e alla ricerca farmaceutica. Un progetto per avvicinare talenti al mondo del pharma ed in particolare ad Alfasigma, l’azienda che ne è promotrice. Ne abbiamo parlato con Biagio Oppi, da due anni Head of Corporate Communication & Media Relations di Alfasigma nonché professore all’Università di Bologna e socio Ferpi – Federazione delle Relazioni Pubbliche Italiana

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Alfathon ha l’obiettivo primario di incoraggiare i talenti delle università europee ad avvicinarsi a tematiche del mondo farmaceutico, e di Alfasigma in particolare, sviluppando idee con un approccio di open innovation insieme con gli stakeholder principali (farmacisti, clinici e pazienti).

In secondo luogo, il progetto Alfathon è una vera e propria campagna di comunicazione ed engagement (esterna e interna) che Alfasigma sta utilizzando per migliorare alcune dimensioni della reputazione e della percezione dell’azienda, anche esplorando nuovi canali e nuovi strumenti. 

A chi si rivolge il vostro progetto?
Rispetto al primo obiettivo, il progetto si rivolge a studenti universitari, professori delle facoltà di interesse (Chimica farmaceutica, Ingegneria informatica, Biotecnologie, Economia e Marketing, Design e comunicazione), startupper, innovatori, giornalisti e blogger di tecnologia, in tutti i Paesi europei in cui Alfasigma è presente, oltre che ai propri dipendenti nella versione interna di #OurAlfathon. Come campagna di comunicazione ed engagement Alfathon è rivolto ai potenziali nuovi talenti, ai dipendenti di Alfasigma, agli opinion leader dell’industria farmaceutica, agli stakeholder principali (farmacisti, clinici ed organizzazioni di pazienti).  

Può descrivercelo brevemente?
Alfathon è un hackathon interamente digitale e virtuale (al contrario dei consueti hackathon) dedicato all’innovazione e alla ricerca farmaceutica. I partecipanti si sono sfidati in tre challenge con un unico obiettivo: la Salute. La prima sfida richiedeva lo sviluppo di una forma farmaceutica che innovasse la modalità di rilascio dei principi attivi, una piattaforma formulativa “orale” per il drug delivery di farmaci appartenenti alla classe delle “large molecule” con riferimento particolare alle proteine o peptidi o frammenti attivi di origine proteica. La seconda, invece, interessava l’elaborazione di software/hardware per la gestione dell’encefalopatia epatica con uno strumento – device, app, o altro – semplice, efficace e intuitivo nell’uso, che permettesse di tenere sotto controllo l’evoluzione della patologia e che migliorasse in generale la qualità di vita del paziente con questa patologia.

Infine, gli iscritti si sono sfidanti sul tema della “consulenza del farmacista sempre più vicino”. Nel corso degli ultimi anni, infatti, la farmacia si è trasformata in una vera e propria centrale di primo consulto e di presidio sanitario sul territorio e l’obiettivo della sfida è stato quello di sviluppare un progetto di fattibilità per soluzioni tecnologiche che rendessero possibile l’attività di counseling da parte del farmacista nei confronti dei pazienti fragili. Per ognuna di queste sfide sono stati coinvolti stakeholder delle rispettive aree che hanno svolto il ruolo di speaker nei workshop di approfondimento e di giurati all’interno dell’Hack Committee.

Quali risultati avete o volete raggiungere?
Il primo dato è la grande partecipazione – superiore alle nostre aspettative – a questo progetto con un numero di oltre 300 iscritti e con più di 100 team partecipanti, provenienti da 7 Paesi diversi, dalla Russia al Portogallo. Il secondo dato è rappresentato dalla visibilità sulla stampa in Italia e all’estero che dimostra una potenziale audience di 40 milioni di cittadini europei. Sui canali social dedicati le impression hanno sfiorato le 150.000 con più di 10.000 interazioni.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
Continuare ad esplorare l’innovazione per la salute, anzitutto. Con un obiettivo duplice: da un lato quello di far continuare a lavorare insieme questi giovani talenti mantenendo attivo un laboratorio di innovazione (i nostri “Alfathoners”) con quaranta innovatori legati ad Alfathon e Alfasigma; dall’altro sfruttare la piattaforma e il brand Alfathon per caratterizzare progetti innovativi come le recenti room su Clubhouse durante la Giornata Mondiale dell’Innovazione della creatività, il progetto #OurAlfathon e l’evento collaterale per l’inaugurazione del nostro centro di ricerca R&D a Pomezia.

Qual è l’aspetto principale del Communication & PR che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
La sfida prioritaria, secondo me, rimane quella di misurare e valutare l’efficacia e l’impatto delle proprie iniziative, riuscendo a trasferire ai propri committenti (clienti interni o esterni) una corretta comprensione di ciò che la comunicazione e le relazioni pubbliche possono offrire concretamente: sia in termini di impatto immateriale (sugli asset della reputazione, del capitale sociale, della fiducia, della brand equity) sia in termini di impatti materiali (sull’incremento del fatturato, sulla fidelizzazione dei clienti, sulla retention dei talenti e sulla sostenibilità dell’azienda stessa).