009 – Colombo (Novartis): “Il 2020 ha accelerato il processo naturale di sviluppo tecnologico riducendo i tempi e le distanze”

Maria Vittoria Colombo

La psoriasi è più
di quello che si vede

Una campagna di informazione dedicata a tutte le persone con psoriasi affinché riescano a riconoscere eventuali sintomi che possano far presagire anche un inizio di artrite psoriasica. È “La psoriasi è più di quel che si vede” progetto realizzato da Novartis e di cui abbiamo parlato con Maria Vittoria Colombo, Therapeutic Area & Product Communications Sr Manager, responsabile di tutte le attività di comunicazione in Pharma per Immunologia, Reumatologia e Dermatologia e in Oncologia per l’area Melanoma.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Il progetto di comunicazione La psoriasi è più di quel che si vede è partito da un’iniziativa globale per porre l’attenzione e aumentare la consapevolezza sulla psoriasi non solo come una patologia dermatologica, ma anche sistemica che può evolvere in artrite psoriasica colpendo quindi anche le articolazioni. Per questo motivo, è importante che chi soffre di psoriasi sappia intercettare segni e sintomi che indichino un’eventuale compromissione.

A chi si rivolge il vostro progetto?
Il target a cui si rivolge il progetto è il paziente diagnosticato al fine di essere consapevole di quali sintomi rilevare ed essere pronto a parlarne con il dermatologo di riferimento. Di fatto, 4 persone su 10 con psoriasi cutanea possono anche sviluppare l’artrite psoriasica. In particolare, le lesioni cutanee della psoriasi compaiono tra i 5 e i 10 anni prima dell’insorgenza dei sintomi dell’artrite psoriasica, tuttavia entrambe le patologie provengono da un’unica condizione: la malattia psoriasica.

Potrebbe descriverlo brevemente?
La campagna La psoriasi è più di quel che si vede è stata lanciata nel 2020 per sottolineare l’importanza di prestare attenzione ai sintomi della malattia psoriasica e di riconoscere nel dermatologo la figura di riferimento specialistica al fine di affrontare la malattia. L’obiettivo della campagna è quello di sottolineare come la psoriasi e l’artrite psoriasica siano strettamente correlate. Per raggiungere tale obiettivo, il piano di comunicazione è stato caratterizzato da un approccio multichannel, attraverso l’utilizzo dei canali social Instagram e Facebook @LaPelleConta, la pagina web e una campagna radiofonica.

Che risultati avete o volete raggiungere?
I risultati ottenuti della campagna web da gennaio a dicembre 2020 includono: 94 milioni di impressions, oltre 520.000 utenti arrivati sulla landing page dedicata alla campagna con più di 850.000 pagine visitate, quasi 200 post pubblicati sul canale social Facebook @LaPelleConta con oltre 34.000 fan e circa 500 post pubblicati sul canale social Instagram @LaPelleConta con oltre 4.000 followers. La campagna ha previsto anche il supporto di una influencer activity raggiungendo quasi 400.000 persone attraverso post di Facebook e circa un 1.300.000 tramite post e stories sul canale Instagram. Infine, la campagna è stata trasmessa attraverso Virgin Radio, R101 e 105 per un totale di oltre 137 spot radiofonici.

Cosa pensa ci sia ancora da fare in questo ambito?
L’attività di awareness deve essere comunque rafforzata ma, a seguito dell’impatto della pandemia, tra i nuovi obiettivi è possibile anche definire il ritorno alla cura presso i Centri ospedalieri di riferimento per non trascurare i regolari controlli e ribadire l’importanza nel riconoscere tempestivamente eventuali nuovi sintomi.

Qual è l’aspetto principale del Communication & PR che sarà più importante secondo lei nei prossimi anni?
Il 2020 ha accelerato il processo naturale di sviluppo tecnologico sia in termine di device che di accesso al mondo digitale riducendo i tempi e le distanze e aumentando la numerica di utenti connessi. Tale cambiamento ha portato ad un’evoluzione nei canali di informazionale al fine di stare al passo con i nuovi bisogni e lo sviluppo di alcune leve percepite inizialmente come secondarie per le relazioni pubbliche. In particolare, lo storytelling, ossia il racconto di storie come leva strategica in un progetto di comunicazione, ha dovuto adattarsi alle esigenze della rete e creare storie originali per ottenere un miglior posizionamento nei motori di ricerca offrendo al potenziale target di riferimento il miglior contenuto al momento della ricerca.