006 – Delledonne-Pisarra (Becton Dickinson): “Infezioni chirurgiche: primo modello italiano per prevenire le infezioni post-operatorie”

 

Partire dal Documento Italiano di Consenso “Raccomandazioni per la prevenzione perioperatoria delle infezioni del sito chirurgico” per sensibilizzare su un argomento delicato quale è quello delle infezioni chirurgiche post operatorie.
Informare gli operatori ed anche i cittadini sulle corrette procedure da seguire e su cosa significa poter disporre di raccomandazioni di questo tipo, gli obiettivi principali.
Ne abbiamo parlato con il team di Becton Dickinson (BD), azienda promotrice del progetto e leader a livello mondiale nell’industria delle tecnologie medicali, ed in particolar modo con Daniela Delledonne, General Manager, e Patrizia Pisarra, Responsabile Marketing Strategico e Comunicazione.

Come è nata l’idea di realizzare questo progetto?
Il Documento di Consenso oggetto della campagna è il primo documento realizzato in Italia e in Europa da un board multidisciplinare di esperti, con l’obiettivo di fornire raccomandazioni chiare e concrete per prevenire ed evitare le infezioni del sito chirurgico (SSI). Si tratta del secondo tipo più frequente di infezione correlata all’assistenza in Europa, dove si contano più di 2,5 milioni di casi di infezioni nosocomiali ogni anno, di cui le SSI costituiscono circa il 20%. A partire dalle raccomandazioni delle più recenti linee guida internazionali, dalle check list nazionali e internazionali e dalle normative vigenti, il documento costituisce uno strumento educazionale per tutte le figure professionali coinvolte nella prevenzione delle infezioni del sito chirurgico, fornendo indicazioni operative specificamente adattate alla realtà italiana. Dato il valore del documento e la sua finalità educativa e pratica, BD ha deciso di supportarne il lancio e la sua diffusione attraverso una campagna media.

A chi si rivolge il vostro progetto?
La campagna media si rivolge principalmente a due target:
gli operatori sanitari, con l’obiettivo di sensibilizzare sul tema e soprattutto diffondere regole pratiche e facili da adottare nelle sale operatorie. Vengono forniti, insieme al documento, anche gli strumenti educazionali utili ai fini dell’attuazione delle raccomandazioni, tra cui una checklist e un poster che rappresenta una semplificazione grafica di quanto incluso nelle raccomandazioni; i cittadini, affinché siano consapevoli del problema, ma soprattutto del fatto che le Società Scientifiche si preoccupano di risolverlo e prevenirlo, grazie alla diffusione di raccomandazioni di buona pratica. Questo documento è l’esempio reale, virtuoso, che dimostra l’impegno delle Società Scientifiche per intervenire concretamente.

Ce lo potreste descrivere brevemente?
Il documento presenta raccomandazioni che si articolano sostanzialmente in 3 parti: il momento pre-operatorio e la preparazione del paziente all’intervento, l’intervento stesso e infine la gestione del paziente nella fase post-operatoria. Questo documento è stato pensato per gli operatori sanitari, ma anche per tutti gli attori che ruotano intorno al paziente nel suo percorso di cura incluse le direzioni sanitarie e i comitati di sorveglianza delle infezioni degli ospedali, figure preposte a questa tipologia di attività e che possono per questo farsi promotori del documento e diffonderlo il più possibile.

Che risultati avete o volete raggiungere?
Uno degli obiettivi principali è sicuramente quello di incentivare il rispetto di queste raccomandazioni negli ospedali e stimolare nella pratica clinica italiana l’applicazione corretta e standardizzata di tutte le misure preventive atte a ridurre l’insorgenza delle infezioni chirurgiche post-operatorie. Al fine di contenere il rischio infettivo e migliorare la sicurezza in sala operatoria, questo documento ha voluto proporre un bundle applicabile su tutto il territorio nazionale, vale a dire una serie di interventi, comportamenti e pratiche eseguiti congiuntamente e in maniera adeguata, per ridurre il rischio di contaminazioni batteriche e migliorare le difese del paziente.

Cosa pensate ci sia ancora da fare in questo ambito?
In molte strutture ospedaliere italiane queste procedure sono già standardizzate e fanno ormai parte della pratica clinica, garantendo il controllo di tutte le procedure operative ed organizzative. L’obiettivo è ora quello di diffondere queste buone pratiche in maniera massiva, capillare e omogenea su tutto il territorio nazionale e pensiamo che le raccomandazioni riportate in questo documento possano rappresentare proprio lo strumento per ottenere questo importante risultato.

Qual è l’aspetto principale del Communication&PR che sarà più importante secondo voi nei prossimi anni?
La sicurezza del paziente deve essere uno degli obiettivi prioritari del sistema sanitario. L’obiettivo del Communication&PR deve essere quello di considerare il paziente sempre più protagonista del proprio percorso di cura e quindi informarlo e renderlo consapevole anche su temi apparentemente “tecnici”, ma che hanno un impatto sulla qualità dell’assistenza.